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Scienza e tecnologia

Una stella lontana con un pianeta "terrestre"

Situata a 20.000 anni luce, nella costellazione del Sagittario, non lontano dal centro della Via Lattea c’è una stella, attorno a cui ruota un pianeta dall’impronunciabile nome OGLE-2005-BLG-390Lb, che ha però una caratteristica notevole: la sua massa è cinque volte e mezzo quella della Terra e orbita intorno al suo sole a una distanza di 3 unità astronomiche. L’importanza della scoperta - di cui è data notizia sul numero odierno di Nature – è dovuta in primo luogo al fatto che si tratta del primo pianeta extra-solare che somigli in qualche modo alla Terra; in precedenza, infatti, erano stati individuati unicamente pianeti particolarmente grandi. In secondo luogo, la scoperta ha dimostrato la potenza di una nuova tecnica di rilevazione dei pianeti, frutto di una collaborazione internazionale di vastissima portata: l’articolo in questione è firmato da 73 scienziati appartenenti a ben 32 enti di ricerca.
Al risultato finale hanno concorso le reti di telescopi, centri di calcolo e ricercatori dei progetti
OGLE (Optical Gravitational Lensing Experiment), PLANET (Probing Lensing Anomalies NETwork) e MOA (Microlensing Observations in Astrophysics) che hanno sfruttato la tecnica di microlensing, basata sul principio relativistico per cui una massa sufficientemente grande è in grado di incurvare le traiettorie dei raggi di luce; l’effetto è tanto più marcato quanto maggiore è la massa del corpo celeste. Grazie al confronto fra le immagini rilevate con accuratezza estrema da differenti osservatori astronomici, integrate da numerosi altri dati astronomici e gravitazionali, i ricercatori sono riusciti a rilevare il debole effetto di lente gravitazionale prodotto anche da un corpo di dimensioni planetarie ridotte.
Gli astronomi escludono che il pianeta appena identificato possa ospitare forme di vita, dato che la sua temperatura superficiale è stimata aggirarsi attorno ai 220° sotto zero; tuttavia, il fatto di essere riusciti a scoprire un pianeta roccioso simile alla Terra in così poco tempo li induce a ritenere che i pianeti di dimensioni opportune e orbitanti intorno alla loro stella a distanze compatibili con la presenza di acqua allo stato liquido e con lo sviluppo della vita non siano poi così rari.

26.01.2006

 


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