La terza specie
Su
"Nature" i dettagli del sensazionale ritrovamento in una
grotta dell'Indonesia, dei resti di nove ominidi
Hobbit, l'uomo
della terza specie. Costruiva utensili e usava il fuoco
Fu uno dei primi abitanti della Terra. Con Sapiens e Neanderthal
Un disegno ricostruisce
l'uomo di Flores
ROMA - L'Hobbit
dell'isola di Flores non è più solo. A un anno esatto dall'annuncio
della scoperta in Indonesia di un ominide nano dal cervello piccolissimo
vissuto 18.000 anni fa, arriva dalla pagine dell'ultimo numero di Nature
la notizia del ritrovamento dei resti di almeno altri nove individui
della stessa specie (vissuti tra 90 e 12mila anni fa), battezzata Homo
floresiensis dagli scienziati, ma "Hobbit" dalla stampa di
tutto il mondo.
A riportarli alla luce nella grotta di Liang Bua, nella zona occidentale
dell'isola indonesiana, è stato il team diretto da Michael Morwood e
Peter Brown, dell'università australiana di Armidale, lo stesso che,
sempre lì, ritrovò il primo fossile. E che fu accusato da qualcuno di
aver preso un granchio gigantesco, scambiando per una nuova specie i
resti di un singolo individuo deforme.
Il ritrovamento di altri scheletri con le stesse caratteristiche vendica
Morwood e colleghi dei sospetti. E conferma la straordinaria scoperta
che, intorno a 30/40.000 anni fa, c'erano ben tre specie umane che
vivevano contemporaneamente. Ma mentre in Europa i nostri antenati
diretti Cro-Magnon erano alti anche un metro e 80 e avevano 1400
centimetri cubici di cervello, e gli uomini di Neanderthal, un po' più
bassi (m. 1,50 in media) avevano un cervello ancora più grosso (fino
1700 cc.), la popolazione che prosperava a Flores era composta da
ominidi alti circa un metro, e con una capacità cranica di 380 cc: più
o meno la stessa di uno scimpanzé. Un cervello microscopico, insomma:
ma più che sufficiente a realizzare utensili relativamente complessi e
a padroneggiare l'uso del fuoco, come rivela la scoperta a Liang Bua di
ossa animali carbonizzate. E poiché le ossa degli ominidi di Flores
coprono un arco cronologico che va da 90.000 a 12.000 anni fa, significa
che le loro dimensioni ridotte non gli impedirono di abitare sull'isola
per svariate migliaia di anni.
Ma da dove venivano? Esclusa una parentela stretta con le altre due
specie contemporanee, i nostri antenati diretti e i Neanderthal, la
prima ipotesi degli antropologi era stata che si trattasse di
discendenti dei primi esseri umani usciti dall'Africa 2 milioni di anni
fa, gli Homo erectus, evolutisi in una forma nana: come è accaduto ad
altri mammiferi rimasti a lungo isolati, ma come non era mai stato
osservato fino ad ora nella linea evolutiva dell'umanità. Tuttavia, i
nuovi ritrovamenti fanno sospettare qualcosa di diverso, e forse ancor
più sconcertante. Varie caratteristiche anatomiche farebbero
assomigliare gli "hobbit" di Flores non a una versione in
miniatura di H. erectus ma a ominidi molto ma molto più antichi: per
esempio, ad australopitechi come la famosa Lucy, vissuta 3 milioni e
mezzo di anni fa.
Peccato che gli australopitechi siano così arcaici da non far neanche
parte del genere Homo, e appaiano privi di quei "talenti"
ritenuti finora indispensabili per fare cose eccezionali come lavorare
la pietra o migrare fuori dall'Africa, tutte associate a un cervello di
maggiori dimensioni e a un'anatomia più simile alla nostra. Se le
popolazioni di Flores discendono da loro, insomma, l'albero genealogico
dell'umanità andrà rivisto ancora una volta.
(
26 dicembre 2005
)