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Scienza e tecnologia
Energia solare ai
frutti di bosco
Il silicio ha le ore
contate
"Energia solare: tra nuove tecnologie e frutti di
bosco", il convegno ospitato dalla Regione Lazio partiva dal
presupposto che l'alto costo di produzione dei pannelli al silicio non
rendono ancora competitiva l'energia solare. Per abbattere i costi il
progetto Freenergy dell'Universita' di Tor Vergata, vuole sostituire le
celle fotovoltaiche in silicio con celle solari composte da materiali
organici, in particolare il pigmento di frutti di bosco che lavorano con
un processo ispirato alla fotosintesi clorofilliana
.
Realizzare il progetto significa portare il costo del fotovoltaico dai
circa 6-12 euro/Wp dei sistemi basati su pannelli in silicio odierni al
di sotto di 2 euro/Wp. In soldoni, il costo per un impianto da 2.000
watt di picco, (la potenza di un'utenza domestica) passerebbe dai 6/12
mila euro a 2 mila euro. "E' un progetto di straordinaria
importanza - ha spiegato l'assessore all'Ambiente Angelo Bonelli - ed
intendiamo come Regione Lazio, supportare questa iniziativa di
ricerca".
La regione ha anche previsto anche un finanziamento per i piccoli
produttori di energia elettrica rinnovabile. Ma una prima applicazione
pratica sarà visibile a breve a Ventotene, che potrebbe diventare la
prima isola del Mediterraneo a emissioni zero grazie anche ai pannelli
ai frutti di bosco. Altro pregio dei nuovi pannelli, oltre
all'abbattimento dei costi, c'è il minor impatto ambientale sia per
realizzare che per smaltire i pannelli stessi.
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