In
media i ragazzi ridono 400 volte al giorno, mentre gli adulti sono
ben piu' seriosi ed si abbandonano alle risate solo 18 volte al
giorno. E diverso e' anche il modo di ridere tra adulti e ragazzi.
Nei grandi, inoltre, la curva di estinzione di una risata e'
brusca, ovvero si stufano subito nel sentire la stessa battuta di
una barzelletta, nei ragazzi, invece, se la barzelletta ha
successo fra i coetanei, allora la ripetono infinite volte. A
tracciare il quadro del comportamento di adulti e ragazzi difronte
a barzellette e battute comiche e' stato lo psicologo inglese
Richard Wiseman, lo scienziato dell'ottimismo noto per il suo
libro ''Fattore Fortuna'', che, in uno studio pubblicato nel
numero di 'Focus Junior' in edicola, spiega perche' e che cosa ci
fa ridere. Secondo lo studioso inglese che ha svelato i quattro
principi per essere fortunati, ''uno dei meccanismi strappa-risata
e' la trasformazione di situazioni paurose o che mettono ansia in
situazioni buffe''. In altre parole, sostiene Wiseman, un fantasma
fa ben paura a tutti, ma se diventa 'un formaggino che si spalma
sul panino', allora addio tremarella.
Ad
attirare le risate degli adulti, invece, sono in maggioranza le
barzellette sul sesso perche', come dire, ne apprezzano contenuti
e relativa ironia. Aspetti che invece, sottolinea Wiseman,
sfuggono ad un bambino e quindi non scatenano in lui alcuna
ilarita'. Secondo la ricerca condotta da Wiseman, ''per i bambini
per esempio dire le barzellette e' uno dei modi per rendersi
simpatici e farsi accettare in un nuovo ambiente. E stando insieme
ai loro coetanei -riferisce la prima rivista scientifica italiana
interamente dedicata ai ragazzini- alla fine le risate si
moltiplicano. Mentre se un adulto ride troppo ad una battuta
comica, o finge per far contento l'interlocutore, o e' rimasto un
bambinone''. E non e' tutto. Diverse per eta', dunque, le battute
comiche di una barzelletta che spingono a far ridere le persone.
Cosi' come nel 'laboratorio della risata' realizzato da Wiseman
ogni animale ha un suo posto sul podio del piu' comico. E nella
graduatoria dell'animale piu' ridicolo e comico a vincere, secondo
lo psicologo inglese, sono prima la papera, secondo il gatto e
terza la mucca. E non e' tutto.
La
comicita' delle barzelette, infatti, si basa anche su fattori
quali la 'latitudine' e la provenienza geografica del comico che
le racconta. Cosi' se nelle barzellette italiane appare ''un
italiano, un inglese ed un tedesco'', l'italiano e' sempre il piu'
furbo, laddove, invece, in quelle straniere il nostro connazionale
assumera' per contro il ruolo del piu' vigliacco facendo
sganasciare di risate la platea. Ad essere presi di mira nelle
barzellette dei ragazzi, infine, sono sempre insegnanti e
genitori, mentre l'imprevedibile, ribaltatore di ogni regola e
gran scansafatiche di 'Pierino' appare, infondo, un mito perche'
trasgressivo e quindi vincente. Vendicando tutti i ragazzini,
mortalmente costretti nelle regole imposte dagli adulti.