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Purtroppo, le osservazioni sistematiche ed attendibili della temperatura globale, partono dalla fine dell'Ottocento (prima vengono effettuate solo delle stime basate sui pochi osservatori meteorologici esistenti), mentre, per quello che riguarda le sistematiche osservazioni in quota effettuate con radiosondaggi, si parte solamente dal 1948.
Abbiamo quindi disponibili soprattutto i dati termici mondiali a partire dal Dopoguerra, periodo nel quale il Sole ha registrato la massima attività degli ultimi due Secoli.
Contemporaneamente, anche gli studi principali sull'attività solare

Gli studiosi guardano oggi con occhio nuovo la controversa idea che i Polinesiani possano aver raggiunto la California del Sud, attraversando l’Oceano Pacifico, mille anni prima che Cristoforo Colombo approdasse alla costa orientale. Uno studio interdisciplinare ha portato due nuovi elementi.
Due ricercatrici californiane pensano che una parola, usata per indicare le loro canoe d’alto mare, fatte di tavole cucite, dagli indios Chumash della California, che erano grandi marinai e pescatori, sia derivata da una parola polinesiana che indica il legno rosso, in uso laggiù per lo stesso tipo d’imbarcazione. All’arrivo degli Europei, i Chumash ed i loro vicini, i Gabrielino, erano i soli indios nordamericani a costruire barche di tavole cucite, una tecnica in uso nelle isole della Polinesia.
D’altra parte,

Utilizzando i dati riportati in un resoconto del 1910, un gruppo di ricercatori italiani ha finalmente scoperto la causa del cataclisma che cento anni fa colpì le coste dello Stretto 
Il 28 dicembre del 1908, uno terremoto e uno tsunami colpirono le coste delle Stretto di Messina, distruggendo intere città e provocando oltre sessantamila morti. La causa dello tsunami è stata a lungo dibattuta, ma finora è rimasta sostanzialmente sconosciuta. La soluzione dell’enigma potrebbe venire adesso da un libro del 1910: “La catastrofe sismica calabro-messinese”, un resoconto degli eventi del geografo Mario Baratta, pubblicato dalla Società Geografica Italiana.
La causa sarebbe

I Dropa (noti anche come Dropas, Drok–pa o Dzopa) sarebbero, secondo alcuni controversi scrittori, una razza di nani extraterrestri, atterrati vicino al confine cinese–tibetano circa dodicimila anni fa. Gli scettici notano, tuttavia, un certo numero di incongruenze e la mancanza di prove d’appoggio. Il caso presenta notevoli dubbi circa la realtà delle più sensazionalistiche notizie sui Dropa. I critici più duri sostengono che l'intera vicenda è una beffa.
La presunta scoperta – Chi Pu Tei, professore di archeologia presso l'Università di Pechino, avrebbe compiuto una spedizione con un gruppo di studenti per esplorare una serie di grotte nelle montagne himalayane prive di sentieri del remoto Bayan–Kara–Ula, nel Qinghai, al confine tra la Cina e il Tibet. Le grotte potevano essere state scolpite artificialmente per costituire un sistema di tunnel sotterranei e magazzini. Le pareti erano squadrate e vetrificate, come se fossero state tagliate nella montagna con un gran calore.
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