II
AFORISMI E PROVERBI SULL'UOMO
Chi tempo ha e tempo aspetta, perde l'amico e danari non ha mai.
Il giudizio nostro non giudica le cose fatte in varie distanzie di
tempo nelle debite e propie lor distanzie, perché molte cose passate
di molti anni parranno propinque e vicine al presente, e molte cose
vicine parranno antiche, insieme coll'antichità della nostra gioventù,
e così fa l'occhio infra le cose distanti, che per essere alluminate
dal sole, paiano vicine all'occhio, e molte cose vicine paiano
distanti.
La somma filicità sarà somma cagione della infelicità, e la
perfezion della sapienza cagion della stoltizia.
Ogni parte ha inclinazion di ricongiugnersi al suo tutto per fuggire
dalla sua imperfezione.
L'anima desidera stare col suo corpo, perché, sanza li strumenti
organici di tal corpo, nulla può oprare né sentire.
O tempo, consumatore delle cose, e, o invidiosa antichità, tu
distruggi tutte le cose, e consumate tutte le cose dai duri denti
della vecchiezza, a poco a poco, con lenta morte. Elena, quando si
specchiava, vedendo le vizze grinze del suo viso fatte per la
vecchiezza, piagne, e pensa seco perché fu rapita du' volte.
L'età che vola discorre nascostamente e inganna altrui, e niuna cosa
è più veloce che gli anni, e chi semina virtù fama raccoglie.
Raro cade chi ben cammina.
Si come l'animosità è pericolo di vita, così la paura è la sicurtà
di quella.
L'omo e gli animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura
d'animali, albergo de' morti, facendo a sé vita dell'altrui morte,
guaina di corruzione.
O dormiente. O che cosa è sonno? Il sonno ha similitudine con la
morte. O perché non fai adunque tale opra, che dopo la morte tu abbi
similitudine di perfetto vivo, che vivendo farsi col sonno simile ai
tristi morti?
Dov'entra la Ventura, la 'nvidia vi pone lo assedio e lo combatte, e
dond'ella si parte vi lascia il dolore e il pentimento.
Molti ci gabbano.
A torto si lamentan li omini della fuga del tempo, incolpando quello
di troppa velocità, non s'accorgendo quello essere di bastevole
transito; ma bona memoria, di che la natura ci ha dotati, ci fa che
ogni cosa lungamente passata ci pare esser presente.
Le minacce sol son arme dello imminacciato.
Ecci una cosa, che quanto più se n'ha di bisogno, più si refiuta; e
questo è consiglio, mal volentieri ascoltato da chi ha più bisogno,
cioè dagli ignoranti. Ecci una cosa che quanto più n'hai paura e più
la fuggi, più te l'avvicini; e questo è la miseria , che quanto più
la fuggi più ti fai misero e sanza riposo.
Alli ambiziosi, che non si contentano del benefizio della vita, né
della bellezza del mondo, è dato per penitenzia che lor medesimi
strazino essa vita, e che non possegghino la utilità e la bellezza
del mondo.
L'ordinare è opra signorile, l'oprare è atto servile.
Acquista cosa nella tua gioventù che ristori il danno della tua
vecchiezza. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la
sapienza, adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non
manchi il nutrimento.
La pazienza fa contra alle ingiurie non altrementi che si faccino i
panni contro del freddo; imperò che se ti multiplicherai di panni
secondo la multiplicazione del freddo, esso freddo nocere non ti potrà;
similmente alle grandi ingiurie cresci la pazienza, esse ingiurie
offendere non ti potranno la tua mente.
Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire.
Aristotile nel terzo dell'Etica: l'uomo è degno di lode e di
vituperio solo in quelle cose che sono in sua potestà di fare e di
non fare.
Quando Fortuna vin, prendila [a] man salva, dinanti dico, perché
direto è calva..
Si come il ferro s'arrugginisce sanza esercizio, e l'acqua si putrefà
o nel freddo s'addiaccia, così lo 'ngegno sanza esercizio si guasta.
Mal fai se laldi, e pegio istu riprendi la cosa, quando bene tu no la
'ntendi.
Beata è quella possessione, che vist'è da l'occhio del padrone.
Amor ogni cosa vince.
Questo per isperienza è provato, che chi non si fida mai sarà
ingannato.
Non mi sazio di servire.
Ostinato rigore. Destinato rigore.
No' si volta chi a stella è fisso.
Ogni impedimento è distrutto dal rigore.
Chi vol essere ricco in un dì è impiccato in un anno.
Orazio: Iddio ci vende tutti li beni per prezzo di fatica.
Il foco è da esser messo per consumatore d'ogni sofistico e
scopritore e dimostratore di verità, perché lui è luce, scacciatore
delle tenebre occultatrici d'ogni essenzia.
La verità al fine non si cela; non val simulazione. Simulazion è
frustrata avanti a tanto giudice.
L'omo ha desiderio d'intendere se la femmina è cedibile alla
dimandata lussuria, e intendendo di sì e come ell'ha desiderio
dell'omo, elli la richiede e mette in opera il suo desiderio, e
intender nol pò se non confessa, e confessando fotte.
Salvatico è quel che si salva.
Da Cornelio Celso. Il sommo bene è la sapienza, il sommo male è il
dolore del corpo. Imperochè essendo noi composti di due cose, cioè
d'anima e di corpo, delle quali la prima è migliore, la peggiore è
il corpo, la sapienzia è della miglior parte, il sommo male è della
peggior parte e pessima. Ottima cosa è nell'animo la sapienza. Così
è pessima cosa nel corpo il dolore. Adunque siccome il sommo male è
'l corporal dolore, così la sapienza è dell'animo il sommo bene, cioè
de l'om saggio, e niuna altra cosa è da a questa comparare.
La stoltizia è scudo della vergognia, come la improntitudine della
povertà.
Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita
bene usata dà lieto morire.
L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la
prima di quella che viene. Così il tempo presente.
La vita bene spesa lunga è.
Lo corpo nostro è sottoposto al cielo, e lo cielo è sottoposto allo
spirito.
Discernere, giudicare, consigliare sono atti umani.
Un vaso rotto crudo si può riformare, ma il cotto no.
Molte volte una medesima cosa è tirata da due violenzie, cioè
necessità e potenzia: l'acqua piove, la terra la sorbisce per
necessità d'omore, el sole l'asciuga non per necessità ma per
potenzia.
L'anima mai si può corrompe[re] nella curuzzion del corpo, ma sta nel
corpo a similitudine del vento ch'è causa del sono de l'organo, che
guastandosi una cana no' resultava per quella, del vento buono
effetto.
E questo omo ha una somma pazzia, cioè che sempre stenta per non
istentare, e la vita se li fugge sotto speranza di godere i beni con
somma fatica acquistati.
La natura pare qui in molti o di molti animali stata più presto
crudele matrigna che madre, e d'alcuni non matrigna, ma piatosa madre.
Io t'ubbidisco, Signore, prima per l'amore che ragionevolmente portare
ti debbo, secondaria ché tu sai abbreviare o prolungare le vite a li
omini.
Ecco alcuni che non altramente che transito di cibo, e aumentatori di
sterco e riempitori di destri chiamarsi debono, perché per loro non
altro nel mondo apare, alcuna virtù in opera si mette, perché di
loro altro che pieni destri non resta.
Tristo è quel discepolo che non avanza il suo maestro.
Tanto è a dire ben d'un tristo, quanto a dire mal d'un bono.
La memoria dei beni fatti, appresso l'ingratitudine, è fragile.
Reprendi l'amico tuo in segreto e laldalo in paleso.
Non esser bugiardo del preterito.
Chi teme i pericoli non perisce per quegli.
Lussuria è causa della generazione.
Gola è mantenimento della vita.
Paura over timore è prolungamento di vita.
Dolor è salvamento dello strumento.
Ogni danno lascia dispiacere nella ricordazione, salvo che 'l sommo
danno, cioè la morte che uccide essa ricordazione insieme colla vita.
Nessuna cosa è da temere quanto la sozza fama. Questa sozza fama è
nata da' vizi.
Il voto nasce quando la speranza more.
La 'nvidia offendo con la finta infamia, cioè col detrarre, la qual
cosa spaventa la vertù.
La fama vola e si leva al cielo, perché le cose vertudiose sono
amiche a Dio.
La infamia sottosopra figurare si debbe, perché tutte le sue
operazioni sono contrarie a Dio e inverso l'ìnferi si dirizzano.
Facciàno nostra vita coll'altrui morte.
Ogni cosa per distirpare il tristo.
Ogni torto si dirizza.
Cogli la gremigna perchè le bon'erbe crescino.
Tal fia il getto qual fia la stampa.
Di lieve cosa nascesi gran ruina.
Costanzia: non chi comincia, ma quel che persevera.
Al cimento si conosce il vero oro.
L'acqua che trabocca sopra i sua ripari, quegli discalza e ruina dalla
opposita parte.
Dimanda consiglio a chi ben si corregge.
Giustizia vol potenzia, intelligenzia e volontà, e si assomiglia a're
delle ave .
Chi non punisce il male, comanda che si facci.
Chi piglia la biscia per la coda, quella poi lo morde.
Chi cava la fossa, questa gli ruina addosso.
Chi scalza il muro, quello gli cade addosso.
Chi taglia la pianta, quella si vendica con la sua ruina.
Al traditore la morte è vita, perché se usa lialtà non gli è
creduta.
Non si po' aver ragione né minor signoria che quella di se medesimo.
Più facilmente si contasta al principio che alla fine.
Nessun consiglio è più leale che quello che si dà dalle navi che
sono in pericolo.
Aspetti danno quel che si regge per giovane in consiglio.
Chi poco pensa molto erra.
Chi non raffrena la volontà colle bestie s'accompagni.
Chi non stima la vita, non la merita.
Sicome il mangiare sanza voglia fia dannoso alla salute, così lo
studio sanza desiderio guasta la memoria, e no' ritiene cosa ch'ella
pigli.
Non si dimanda ricchezza quella che si può perdere. La virtù è vero
nostro bene ed è vero premio del suo possessore: lei non si può
perdere, lei non ci abbandona, se prima la vita non ci lascia. Le robe
e le esterne devizie sempre le tieni con timore, ispesso lasciano con
iscorno e sbeffato il loro possessore, perdendo lor possessione.
Tal'è 'l mal che non mi noce, quale il bene che non mi giova: li
giunchi che ritengono le pagliucole che l'anniegano.
Chi altri offende, sé non sicura.
La verità sola fu figliola del tempo.
La paura nasce più tosto che altra cosa.
L'uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li
animali l'hanno piccolo ma è utile e vero; e meglio è la piccola
certezza che la gran bugia.
Sempre le parole che non saddisfanno all'orecchio dello alditore li
danno tedio over rincrescimento; e l'segno di ciò vedrai spesse volte
tali ulditori essere copiosi di sbavigli. Adunque tu che parli dinanti
a omini di cui tu cerchi benivolenzia, quando tu vedi tali prodigi di
rincrescimento, abrevia il tuo parlare o tu muta ragionamento; e se tu
altrementi farai, allora i' loco della desiderata grazia, tu
acquisterai odio e nimicizia.
E se vòi vedere di quel che un si diletta, senza udirlo parlare,
parla con lui mutando diversi ragionamenti; e quel dove tu lo vedi
stare intento, sanza sbavigliamenti o storcimenti di ciglia o altre
varie azione, sia certo che quella cosa di che si parla è quella di
che lui si diletta, ecc.
Per lo spino, insiditoli sopra boni frutti, significa quello che per sé
non era disposto a virtù, ma mediante l'aiuto del precettore dà di sé
utilissime virtù.
Non si debba desiderare lo impossibile.