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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 nov - Moody's aggiunge che il precedente outlook negativo su Generali era in gran parte legato a preoccupazioni sulla struttura di capitale e sulla leva finanziaria, che e' marginalmente migliorata negli ultimi mesi. 'Generali ha rafforzato la sua posizione di mercato e la sua rete in Italia principalmente attraverso l'acquisizione di Toro, in Francia tramite una crescita organica di successo nelle unit-linked e ha significativamente aumentato il potenziale del gruppo in nuovi mercato quali l'Asia e l'Europa centro-orientale, ad esempio con la joint-venture con il gruppo ceco Ppf', commenta Jose Morago, 'assistant vice president' e analista di Moody's, citato in una nota. L'agenzia nota inoltre che il gruppo ha mostrato sostanziali miglioramenti nelle sue capacita' di distribuzione, grazie a una maggiore efficienza, una minore frammentazione e un maggiore controllo delle sue principali reti distributive in Italia, Francia e Germania. Per effetto delle iniziative adottate, la struttura dei costi e i livelli di redditivita' di Generali, in particolare in Germania, Francia e nel segmento danni in Italia, sono decisamente migliorati e hanno contributo a un rafforzamento degli utili del gruppo. D'altro canto, affermano gli analisti di Moody's, 'nonostante tali miglioramenti e principalmente per effetto di recenti acquisizioni e del buy back, continuiamo a vedere alcune pressioni sulla struttura di capitale e sulla flessibilita' finanziaria di Generali'. L'innalzamento dell'outlook a 'stabile' riflette comunque 'un complessivo miglioramento del credito', afferma Morago. La precedente iniziativa sul rating di Generali e' dello scorso 2 agosto, quando la valutazione e' stata confermata con un outlook negativo. (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 30 nov - La segnalazione dell'Antitrust, inviata anche al presidente dell'Isvap, prende le mosse da un'analisi sui dati dell eprime 50 imprese del settore (99% raccolta premi Rc auto) e su numerosi contratti sottoscritti da clienti delle prime 30 imprese di assicurazione auto. La sintesi dell'indagine dell'Autorita' presieduta da Antonio Catricala' e' che ai consumatori 'non vengono forniti gli strumenti per effettuare al meglio le proprie scelte'. Inoltre, 'a fronte di una massa di informazioni spesso inutili mancano invece elementi fondamentali per orientarsi tra le diverse alternative'. Secondo l'Antitrust 'l'opacita' informativa rappresenta anche un grave ostacolo alla mobilita' del settore: in Italia, ogni anno, solo il 4% dei consumatori cambia compagnia di assicurazione contro il 21% della Germania e il 35% del Regno Unito'. La soluzione per l'Antitrust e' quella di una semplificazione che puo' essere imposta con regolamento. Tra le soluzioni proposte dall'Antitrust ci sono un foglio unico informativo, uguale per tutte le imprese, l'eliminazione della clausola del tacito rinnovo e l'eliminazione di rinvii a norme di legge o regolamentari non riportate chiaramente nel contratto stesso, nonche' clausole che modificano o integrano altre clausole contenute. (Il Sole 24 Ore Radiocor) - New Delhi, 30 NOV - L'industria delle assicurazioni vita, che comprende Life Insurance Corporation of India e 15 compagnie private, e' cresciuta nel 2007 di ben il 47%. Le societa' private hanno visto aumentare il loro giro d'affari dell'87% mentre LIC ha registrato una crescita del 40,79%. Le commissioni come percentuale dei ricavi totali delle compagnie private sono state dell'11%, contro il 10,23 per cento del 2006. (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 NOV - La filosofia con cui Mediobanca trattera' le principali partecipazioni strategiche cambiera' radicalmente. Non saranno piu', come un tempo, quasi esclusivamente strumenti di potere e controllo. A dirlo e' Cesare Geronzi, presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, in un passaggio saliente della lunga intervista al Sole 24 ore. 'Saranno entita' forti, piu' libere e responsabili, che si misureranno con il mercato, creando valore per essere giudicate solo sui risultati'. In questa nuova prospettiva - spiega il banchiere - Geronzi formula l'auspicio di una forte presidenza esecutiva per le Generali. 'Quando Barnheim lascera' - dice ancora Geronzi - sara' un problema trovare un personaggio della sua altezza, con il suo indiscusso prestigio'. E le critiche del fondo Algebris? 'Un fondo nato da poco - dice il banchiere - e sostenuto da varie entita' italiane che in una lettera di dodici pagine e' riuscito a dire soltanto che ci sarebbe un conflitto di interesse e che l'eta' di Antoine Barnheim e' troppo avanzata. Sull'attivita' dei fondi hedge, in generale, 'io sono favorevole, anche a quelli sovrani - sottolinea Geronzi - Il fondo del Dubai sarebbe benvenuto nell'azionariato di Mediobanca e Generali, magari con una quota modesta non superiore al 2 o 3 pre cento. Una partecipazione cosi' l'ha avuta perfino Danilo Coppola, figuriamoci se dovremmo dire no a questi importanti investitori. (ANSA)
- PARIGI, 29 NOV - I dipendenti d Axa controllano il 5,10% del
capitale e il 6,29% dei diritti di voto al termine di un aumento di
capitale di 552 milioni che era riservato loro. Lo ha reso noto oggi
il gruppo assicurativo francese precisando che l'aumento di capitale
è stato sottoscritto da 44.000 dipendenti, pari al 39% del
personale globale, di 36 paesi. (CNA) -
PARMA, 29 NOV - RC AUTO: INDENNIZZO DIRETTO - A 9 mesi dall'entrata in
vigore, primo bilancio sui risultati dell'indennizzo diretto: la
montagna ha partorito un topolino! Il meccanismo dell'indennizzo
diretto non ha prodotto l'auspicato calo del prezzo delle polizze
Rc-auto. Mentre i costi dei sinistri a carico delle compagnie
assicurative sono scesi. È questa la denuncia degli autoripararori
della CNA a nove mesi dall'entrata in vigore del meccanismo
dell'indennizzo diretto. Dal 1° febbraio ad ottobre i sinistri
denunciati sono stati 1.526.511, quelli liquidati 1.044.813, ovvero
circa il 70%. Il monte complessivo del forfait pattuito tra le
assicurazioni per il 2007 è di 2.102.071.600 euro, mentre l'ammontare
dei sinistri liquidati è stato finora di 1,4 miliardi. Pertanto, a
oggi, le assicurazioni con il nuovo meccanismo hanno guadagnato circa
702 milioni, in riferimento ai soli ai sinistri liquidati senza
contestazione e rientranti nel meccanismo dell’indennizzo diretto.
Il costo medio dei sinistri liquidati è stato poi di 1.320 euro, a
fronte dei 4.136 euro dell'anno precedente: ovvero il costo del
sinistro ( al netto del 30% dei sinistri ancora da liquidare) si è
abbassato di 2.816 euro. Gli assegni intascati dagli automobilisti
danneggiati, sebbene più veloci, sono stati però più leggeri,
addirittura minori dei forfait (un parametro concordato tra le
Assicurazioni del costo medio del sinistro) che le compagnie si sono
riconosciute nella camera di compensazione Consap (concessionaria
servizi assicurativi pubblici). I forfait fissati per ricompensare il
risarcimento peri danni alle cose sono di 1.800, 2.000 e 2.300 euro a
seconda della provincia di residenza del proprietario del veicolo da
risarcire, e di 3.600 euro per i danni alle persone. Dai dati di
nostra conoscenza, che fanno riferimento a quelli elaborati dalla
camera di compensazione presso la Consap, risulta inoltre che i
pagamenti effettuati per risarcire i danni sono in media minori dei
forfait che le compagnie si sono riconosciute tra di loro per circa
mille euro. Con questi numeri, secondo gli autoriparatori della CNA,
la domanda sorge spontanea: ci sono le condizioni per abbassare i
costi delle polizze? Purtroppo così non è, e così non sarà almeno
per tutto il 2008, stando a quanto affermato dall'Ania. Saranno
contente le associazioni dei consumatori che tanto speravano negli
effetti benefici del risarcimento diretto. Il costo medio dei
sinistri, insomma, è diminuito, i risarcimenti sono stati più
veloci, il contenzioso si limita al 30% dei casi, sono stati espulsi i
costi impropri e anche le truffe (che nel 2006 hanno inciso per un
2,8% sul costo dei sinistri) non preoccupano più. Pur tuttavia, di
ridurre le polizze per il momento non ne parla nessuno: e questa non
è una buona notizia nemmeno per il ministro delle attività
produttive Pierluigi Bersani. Se poi si fa riferimento a ciò che
succede nel comporto motocicli, la situazione diventa ancora più
preoccupante. Il costo medio del sinistro (in questo caso spesso c'è
il danno fisico) supera gli 8.000 euro, a fronte di un forfait
stabilito molto più basso. Questo vuole dire che le assicurazioni si
apprestano ad aumentare i forfait per le moto e ad aumentare i costi
delle polizze che pagano i motociclisti. Ci auguriamo, oltretutto, che
la recente novità – che abbiamo letto sulla stampa – di passare
da un forfait unico al doppio forfait ( quello per i danni materiali e
quello per i danni fisici) non si riveli un’operazione il cui costo
si scarica sulle imprese dell’autoriparazione. ovvero sulle tariffe
orarie di chi ripara il veicolo. Speriamo di sbagliarci, ma se il
forfait relativo ai danni materiali si abbassa a vantaggio del forfait
relativo ai danni fisici ( che si eleverebbe), si avvierebbe una corsa
a contenere ancora di più i costi del sinistro caratterizzato dai
danni materiali. Non vorremmo che in questa situazione ci chiedessero
di abbassare ancora di più le tariffe orarie, già eccessivamente
basse. Sulla questione tariffe, le imprese dell’autoriparazione sono
a credito con le Compagnie e pertanto non esistono margini di
trattativa al ribasso, anzi chiediamo ad alta voce di invertire la
tendenza. Insomma di male in peggio La grande attesa degli effetti
benefici del risarcimento diretto, in sostanza si è trasformata in
una bolla di sapone. Oggi cresce sempre di più il fondato sospetto
che in questa partita gli unici vincitori siano sempre loro, le
assicurazioni, mentre gli anelli deboli, le vittime del monopolio
siano da una parte i consumatori, che da anni vedono crescere in
maniera incontrollata e incontrollabile i costi delle polizze, e
dall'altra le imprese indipendenti ( ma anche quelle fiduciarie )
dell'autoriparazione, che subiscono un atteggiamento aggressivo da
parte delle Assicurazioni che intendono imporre tempari e tariffe a
loro favorevoli, incuranti del fatto che quei tempi e quelle tariffe
non sono praticabili se si vuole garantire la qualità
dell’intervento di riparazione. Alle imprese dell’autoriparazione
–ma anche ai cittadini automobilisti, crediamo - interessa anche
questo dato, e non solo ed esclusivamente il contenimento dei costi
del sinistro tout court , al cui interno la riparazione incide solo
per il 10%, mentre per il 90% si tratta di costi indiretti ( che nulla
c’entrano con il danno alla vettura) sui quali si può e si deve
lavorare per contenerli entro limiti compatibili con il generale
sistema dei costi del sinistro. Per tutto quello finora sostenuto,
CNA/Autoriparazione propone l'apertura di un tavolo comune sia con le
Compagnie di assicurazioni sia con le Associazioni dei consumatori,
iniziando a discutere partendo da questa domanda: a un anno
dall'introduzione del nuovo sistema, è possibile cominciare a
discutere di riduzioni delle polizze e di riconoscimento di tempi
giusti e tariffe eque per le imprese dell'autoriparazione? Il tutto
evidentemente a vantaggio sia dei cittadini-automobilisti sia delle
imprese dell'autoriparazione e sia delle stesse assicurazioni. Non si
tratta di rispolverare il vecchio Accordo ANIA ( il Consiglio di Stato
si è già espresso in maniera chiara sulla sua non praticabilità ).
Si tratta di individuare una sede in cui far dialogare i 3 principali
attori del sistema ( consumatori, assicurazioni, autoriparatori) e
trovare un punto di equilibrio in cui si intersecano gli interessi ed
i benefici di tutti e tre. Secondo noi è possibile, lo auspichiamo e
lo proponiamo. Una proposta per cominciare a sperimentarlo da subito:
utilizziamo l’Osservatorio Tecnico sulla definizione dei tempi di
riparazione ( costituito presso la casa editrice Domus, che vede già
la partecipazione delle imprese dell’autoriparazione, dei tecnici
della materia e delle Associazioni dei consumatori ), per ricercare la
condivisione comune sui tempi di riparazione, e contemporaneamente
ricerchiamo modalità e procedure per realizzare un’analoga
condivisione sulla metodologia e sui processi di riconoscimento delle
tariffe orarie ( sul piano nazionale, e con le dovute differenziazioni
territoriali ).
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