V.
INDOVINELLI FANTASTICI O PROFEZIE
Vederassi la spezie leonina colle ungliate branche aprire la terra, e
nelle fatte spelonche seppellire sé insieme co' li altri animali a sé
sottoposti
Uscirà della terra animali vestiti di tenebre, i quali, con
maravigliosi assalti, assaliranno l'umana generazione, e quella da
feroci morsi fia, con fusion di sangue, da essi divorata.
Ancora: scorrerà per l'aria la nefanda spezie volatile, la quale
assaliranno li omini e li animali, e di quelli si ciberanno con gran
gridore: empiranno i loro ventri di vermiglio sang[u]e.
Vedrassi il sangue uscire dalle stracciate carni, rigare le
superfiziali parte delli omini.
Verrà alli omini tal crudele malattia, che colle proprie unghie si
stracceranno le loro carni.
Sarà la rogna.
Vedrassi le piante rimanere sanza foglie e i fiumi fermare i loro
corsi.
L'acqua del mare si leverà sopra l' alte cime de' monti verso il
cielo e ricaderà sopra alle abitazione delli omini.
Cioè per nugoli.
Vederà i maggiori alberi delle selve essere portati dal furor de'
venti dall'oriente all'occidente.
Cioè per mare.
Li omini gitteranno via le propie vettovaglie.
Cioè seminando.
Verrà a tale la generazione umana che non si intenderà il parlare
l'uno dell'altro.
Cioè un tedesco con un turco.
Vedrassi ai padri donare le lor figliole alla lussuria delli omini e
premiarli e abbandonare ogni passata guardia.
Quando si maritano le putte.
Usciranno li omini delle sepulture convertiti in uccelli, e
assaliranno li altri omini tollendo loro il cibo delle propie mani e
mense.
Le mosche.
Molti fien quegli che scorticando la madre, li arrovescieranno la sua
pelle addosso.
I lavoratori della terra.
Felici fien quelli che presteranno orecchi [al]le parole de' morti.
Leggere le bone opere e osservarle.
Le penne leveranno li omini, siccome li uccelli, inverso il cielo.
Cioè per le lettere fatte da esse penne.
L'umane opere fien cagione di lor morte.
Le spade e le lance.
Li omini perseguiranno quella cosa della qual più temano.
Cioè saran miseri per non venire in miseria..
Le cose disunite s'uniranno e riceveranno in sé tal virtù che
renderanno la persa memoria alli omini.
Cioè i palpiri che sono fatti di peli disuniti e tengano memoria
delle cosse e fatti delli omini.
Vedrassi l'ossa de' morti, con veloce moto, trattare la fortuna del
suo motore.
I dadi..
I boi colle lor corna difenderanno il foco della sua morte.
La lanterna.
Le selve partoriranno figlioli che fian causa della lor morte
Il manico della scura.
Li omini batteranno aspramente chi fia causa della lor vita.
Batteranno il grano.
Le pelle delli animali removeranno li omini con g[r]an gridori e
bestemmie dal lor silenzio.
Le balle da giucare.
Molte volte la cosa disunita fia causa di grande unizione.
Cioè il pettine, fatto della disunita canna, unisce le file nella
tela
Il vento passato per le pelli delli animali farà saltare li omini.
Cioè la piva che fa ballare.
De noci battuti
Quelli che aranno fatto meglio saranno più battuti e e sua figlioli
tolti e scortica' ovvero spogliati, e rotte e fracassate le sue osse.
Delle scolture
Omè! Chi vedo il Salvatore di nuovo crocefisso.
De la bocca dell'omo ch'è sepoltura
Uscirà gran romori de le sepolture de quelli che so' finiti di
cattiva e violente morte.
Delle pelle delli animali che tengono il senso del tatto che v'è su
le scritture
Quanto più si parlerà colle pelle, veste del sentimento, tanto più
s'acquisterà sapienzia.
De' preti che tengano l'ostia in corpo
Allora tutti quasi i tabernacoli, dove sta il Corpus Domini, si
vederanno manifestamente per se stessi andare per diverse strade del
mondo.
E quelli che pascan l'er[b]e, faran della notte giorno.
Sevo.
E molti terrestri e acquatici animali monteranno fra le stelle.
E i pianeti.
Vedrassi i morti portare i vivi in diverse parti.
I carri e navi.
A molti fia tolto il cibo di bocca.
A' forni.
Del forno
E que' che si imboccheranno per l'altrui mani fia lor tolto il cibo di
bocca.
Il forno.
De crocifissi venduti
I' vedo di nuovo venduto e crocifisso Cristo e martirizzare i sua
santi.
I medici che vivan de' malati
Verranno li omini in tanta viltà, che aran di grazia che altri
trionfi sopra i lor mali, ovver della perduta lor vera ricchezza.
Cioè la sanità.
Delle religion de' frati che vivano per li loro santi, morti per assai
tempo
Quelli che saranno morti, dopo mille anni, fien quelli che daranno le
spese a molti vivi.
De sassi convertiti in calcina, de' quali si mura le prigioni
Molti, che fien disfatti dal foco, innanzi a questo tempo torranno la
libertà a molti omini.
De' putti che tettano
Molti Franceschi, Domenichi e Benedetta mangeranno quel che da altri
altre volte vicinamente è stato mangiato, che staranno molti mesi
avanti che possino parlare.
De' nicchi e chiocciole, che son rebuttati dal mare, che marciscano
dentro a lor gusci
O quanti fien quelli che, poi che fien morti, marciranno nelle lor
propie case, empiendo le circustante parti piene di fetulente puzzo.
Tutte le cose, che nel verno fien nascoste e sotto la neve, rimarranno
scoperte e palese nella state.
Detta per la bugia che non può stare occulta
Delle taccole e stornelli
Quelli che si fideranno abitare appresso di lui, che saranno gran
turbe, quasi tutti moriranno di crudele morte. E si vedrà i padri
colle madri d'insieme colle sue famiglie esser da crudeli animali
divorati e morti.
De' villani in camicia che lavorano
Verrà tenebre di verso l'oriente le quali con tanto di oscurità
tigneranno il cielo che copre l'Italia.
De' barbieri
Tutti li omini si fuggiranno in Africa.
[Pronostico]
[Metti per ordine e mesi e le cirimonie che s'usano, e così fa del
giorno e della notte.
De' segatori
Saranno molti, che si moveran l'uno contra l'altro, tenendo in mano il
tagliente ferro. Questi non si faranno infra loro molto nocimento che
di stanchezza, perché quanto l'uno si caccerà inanti, tanto l'altro
si ritirerà indirieto. Ma trist'a chi si inframmetterà in mezzo,
perché al fine rimarrà tagliato a pezzi.
Il filatoio da seta
Sentirassi le dolenti grida, le alte strida, le rau[ch]e e infiocate
voce di quei che fieno con tormento ispogliati e al fine lasciati
ignudi e sanza moto: e questo fia causa del motore che tutto volge.
Del mettere e trarre il pan della bocca del forno
Per tutte le città e terre e castelle, ville e case si vedrà per
disiderio di mangiare trarre il proprio cibo di bocca l'uno all'altro
sanza poter fare difesa alcuna.
Le terre lavorate
Vedrassi voltare la terra sotto sopra, e risguardare li oppositi
emisperii e scoprire le spilonche a ferocissimi animali.
Del seminare
Allor in gran parte delli omini, che restaran vivi, gitteran fori de
le lor case le serbate vettovaglie in libera presa delli uccelli e
animali terrestri, sanza curarsi d'esse in parte alcuna.
Delle piove, che fan ch'e fiumi intorbidati portan vie le terre
Verrà di verso il cielo che trasmuterà gran parte dell'Africa, che
si mostra a esso cielo in verso l'Europa, e quella di Europa in verso
l'Africa, e quelle delle provincie si mischieranno insieme con gran
revoluzione.
De' legnami che bruciano
Li alberi e albusti delle gran selve si convertiranno in cenere.
Delle fornaci di mattoni e calcina
Al fine la terra si farà rossa per lo infocamento di molti giorni, e
le pietre si convertiranno in cenere.
E pesci lessi
Li animali d'acqua moriranno nelle bollenti acque.
L'ulive che caggian de li ulivi e dannoci l'olio che fa lume
Discenderà con furia di verso il cielo chi ci darà notrimento e
luce.
Delle civette e gufi con che s'uccella alla pania
Molti periranno di fracassamento di testa, e salterà loro li occhi in
gran parte della testa, per causa di animali paurosi usciti dalle
tenebre.
Del lino che fa la carta de' cenci
Sarà riverito e onorato e con referenzia e amore ascoltato li sua
precetti, di chi prima fu splezzato, straziato e martorizzato da molte
e diverse battiture.
De' libri che 'nsegnan precetti
I corpi sanz'anima ci daranno con lor sentenzie precetti utili al ben
morire.
De' battuti e scorreggiati
Li omini si nasconderanno sotto le scorze delle iscorticate erbe, e
quivi, gridando, si daran martiri, con battimenti di membra a sé
medesimi.
Della lussuria
E s'infurieranno delle cose più belle, a cercare, possedere e operare
le parte lor più brutte, dove poi, con danno e penitenzia ritornati
nel lor sentimento, n'aran grande ammirazion di se stessi.
Dell'avaro
Molti fien quelli che con ogni studio e sollecitudine seguiranno con
furia quella cosa che sempre li ha spaventati, non conoscendo la sua
malignità.
Delli omini che quanto più invecchiano più si fanno avari
chè, avendoci a star poco, doverebbon farsi liberali
Vedrassi a quelli che son giudicati di più sperienzia e giudizio,
quanto egli hanno men bisogno delle cose, con più avidità cercarle e
riservare.
Della fossa
(Dilla in forma di frenesia o farnetico, d'insania di cervello)
Staran molti occupati in esercizio a levar di quella cosa, che tanto
cresce, quanto se ne leva e quanto più vi se ne pone, più
diminuisce.
Del peso posto sul piumaccio
E mo[l]ti corpi nel vedere da lor levar la testa, si vedrà
manifestamente crescere, e, rendendo loro la levata testa, immediate
diminuiscan lor grandezza.
Del pigliare de' pidocchi
E saran molti cacciatori d'animali che quanto più ne piglieranno
manco n'aranno; e così, de converso, più n'aran quanto men ne
piglieranno.
Dell'attigner l'acqua colle due secchie a una sola corda
E rimarranno occupati molti che quanto più tireranno in giù la cosa,
essa più ne sfuggirà in contrario moto.
La salsiccia ch'entra nelle budella
Molti si faran casa delle [bude]lle e abiteranno nelle loro propie.
Le lingue de' porci e vitelle nelle budella
O cosa spurca, che si vedrà l'uno animale aver la lingua in culo
all'altro.
De' crivelli fatti di pelle di animali
Vedrassi il cibo degli animali passar dentro alle lor pelli per ogni
parte salvo che per la bocca e penetrare dall'opposita parte insino
alla piana terra.
Delle lanterna
Le feroce corna de' possenti tori difenderanno la luce notturna
dall'impetuoso furor de' venti.
Delle piume ne' letti
Li animali volatili sosterran l'omini colle loro propie penne.
Li omini che van sopra li alberi andando in zoccoli
Saran sì grande i fanghi, che li omini andranno sopra li alberi de'
lor paesi.
Della sola delle scarpe che son di bue
E si vedrà in gran parte del paese camminare sopra le pelli delli
grand'animali.
Del navicare
Sarà gran venti per li quali le cose orientali si faranno occ[iden]tali
e quelle di mezzo dì, in gran parte miste col corso de' v[en]ti,
seguiranno per lunghi paese.
Delle pitture ne' santi adorati
Parleranno li omini alli omini che non sentiranno; aran gli [occhi]
aperti e non vedranno; parleranno a quelli e non fie lor risposto;
chiederan grazie a chi arà orecchi e non ode; faran lume a chi è
orbo [parleran] a' sordi con gran [romo]re.
Del sognare
Andranno li omini e non si moveranno, parleranno con chi non si trova,
sentiranno chi non parla.
Dell'ombra che si move coll'omo
Vedrassi forme e figure d'omini o d'animali, che seguiranno essi
animali e omini, du[v]unche fuggiranno; e tal fia il moto dell'un
quant'è dell'altro, ma parrà cosa mirabile delle varie grandezze in
che essi si trasmutano.
Delle ombre del sole e dello specchiarsi nell'acqua 'n un medesimo
tempo
Vedrassi molte volte l'uno omo diventare tre, e tutti lo seguano; e
spesso l'uno, più certo, l'abbandona.
Delle casse che riservano molti tesori
Troverassi dentro a de' noci e de li alberi e altre piante tesori
grandissimi, i quali lì stanno occulti.
Dello spegnere el lume a chi va [a] letto
Molti, per mandare fori il fiato con troppa prestezza, perderanno il
vedere e in brieve tutti e sentimenti.
Delle campanelle de' muli che stan presso a' loro orecchi
Sentirassi in molte parte dell'Europa strumenti di varie magnitudine
far diverse armonie, con grandissime fatiche di chi più presso l'ode.
Delli asini
Le molte fatiche saran remunerate di fame, di sete, di disagio e di
mazzate e di punture.
De soldati a cavallo
Molti saran veduti portare da grandi animali con veloce corso alla
ruina della sua vita e prestissima morte. Per l'aria e per la terra
saran veduti animali di diversi colori portarne con furore li omini
alla distruzione di lor vita.
Delle stelle delli sproni
Per causa delle stelle si vedrà li omini esser velocissimi al pari di
qualunche animal veloce.
Il bastone ch'è morto
Il movimento de' morti farà fuggire con dolore e pianto, con grida
molti vivi.
Dell'esca
Con pietra e con ferro si renderà visibile le cose che prima non si
vedeano.
De' boi che si mangiano
Mangeranno e padron delle possessioni e lor propi lavoratori.
Del battere il letto per rifarlo
Verranno li omini in tanta ingratitudine, che chi darà loro albergo
sanza alcun prezzo, sarà carico di bastonate in modo che gran parte
delle interiora si spiccheranno del loco loro e s'andranno rivoltando
per suo corpo.
Delle cose che si mangiano, che prima s'uccidano
Sarà morto da loro il lor nutritore, e fragellato con dispietata
morte.
Dello specchiare le mura delle città nell'acqua de' lor fossi
Vederassi l'alte mura delle gran città sottosopra ne' loro fossi. [Atl.
370 r.a.]
Dell'acqua che corre torbida e mista con terra, e della polvere e
nebbia mista
coll'aria, e del foco misto col suo caldo con ciascuno
Vedrassi tutti li elementi insieme misti con grande revoluzione,
transcorrere ora inverso il centro del mondo, ora inverso il cielo, e
quando dalle parti meridianali scorreran con furia inverso il freddo
settantrione, a[l]cu[n]a volta dall'oriente inverso l'occidente, e così
di questo in quell'altro emisperio.
In ogni punto si può fare divisione de' due emisperi
Li omini tutti scambieranno emisperio immediate.
In ogni punto è divisione da oriente a occidente
Moveransi tutti li animali da oriente a occidente, e così da aquilone
a meridio.
Del moto dell'acque, che portano e legnami che son morti
Corpi sanz'anima per sé medesimi si moveranno, e porteran con seco
innumerabile generazione di morti, togliendo le ricchezze a'
circunstanti viventi.
Dell'ova, che essendo mangiate, non possan fare e pulcini
O quanti fien quelli ai quali sarà proibito il nascere!
De pesci che si mangiano ovati
Infinita generazione si perderà per la morte delle gravide.
Delli animali che si castrano
A gran parte della spezie masculina, pell'esser tolti loro e testiculi,
fia proibito il generare.
Delle bestie che fanno il cacio
Il latte fia tolto ai piccoli figlioli.
Delle sommate fatte delle troie
A gran parte delle femmine latine fia tolto e tagliate lor le tette
insieme colla vita.
Del pianto fatto il venerdì sancto
In tutte le parti d'Europa sarà pianto da gran popoli la morte d'un
solo omo.
Delle maniche de coltegli fatte di corna di castrone
Nelle corna delli animali si vedrà taglienti ferri, colli quali si
torrà la vita a molti della loro spezie.
Della notte, che non si cognosce alcun colore
Verrà a tanto che non si cognoscerà differenzia in fra i colori,
anzi si faran tutti di nera qualità.
Delle spade e lance, che per sé mai nociano a nessuno
Chi per sé è mansueto e sanza alcuna offensione, si farà
spaventevole e feroce mediante le triste compagnie, e torrà la vita
crudelissimamente a molte genti, e più n'ucciderebbe, se corpi sanz'anima,
usciti dalle spilonche, non li difendessimo.
Cioè le corazze di ferro
De' laccioli e trappole
Molti morti si moveran con furia e piglieranno e legheranno e vivi, e
serberangli a lor nemici [a] cercar la lor morte e distruzione. [Atl.
370 r.a.]
De' metalli
Uscirà delle oscure e tenebrose spelonche chi metterà tutta l'umana
spezie in grandi affanni, pericoli e morte; a molti seguaci lor dopo
molti affanni darà diletto; e chi non fia suo partigiano morrà con
istento e calamità. Questo commetterà infiniti tradimenti, questo
aumenterà e persuaderà li omini tristi alli assassinamenti e
latrocini e le servitù, questo terrà in sospetto i sua partigiani,
questo torrà la vita a molti, questo travaglierà li omini infra lor
co' molte flalde, inganni e tradimenti. O animal mostruoso, quanto
sare' meglio per li omini che tu tornassi nell'inferno! Per costui
rimarran diserte le gran selve delle lor piante, per costui infiniti
animali perdan la vita.
Del fuoco
Nascerà di piccol principio chi si farà con prestezza grande. Questo
non istimerà alcuna creata cosa, anzi colla sua potenzia quasi il
tutto sarà in potenzia di transformare di suo essere in un altro.
De' navili ch'annegano
Vedrassi grandissimi corpi sanza vita portare con furia moltitudine
d'omini alla distruzione di lor vita.
Dello scrivere lettere da un paese a un altro
Parleransi li omini di remotissimi paese l'uno all'altro e
risponderansi.
Degli emisperi che sono infiniti e da infinite linie son divisi in
modo che sempre
ciascuno omo n'ha una d'esse linie infra l'un piede e l'altro.
Parleransi e toccheransi e abbracceransi li omini, stanti dall'uno
all'altro emisperio, e ['n]tenderansi i loro linguaggi.
De preti che dican messa
Molti fien quelli che, per esercitare la loro arte, si vestiran
ricchissimamente; e questo parrà esser fatto secondo l'uso de'
grembiuli.
De' frati [che] confessano
Le sventurate donne di propia volontà andranno a palesare a li omini
tutte le loro lussurie e opere vergognose e segretissime.
Delle chiese e abitazion de' frati
Assai saranno che lasceranno li esercizi e le fatiche e povertà di
vita e di roba, e andranno abitare nelle ricchezze e trionfanti
edifizi, mostrando questo esser il mezzo di farsi amico a Dio.
Del vendere il Paradiso
Infinita moltitudine venderanno pubblica e pacificamente cose di
grandissimo prezzo, sanza licenza del padrone di quelle, e che mai non
furon loro, né in loro potestà, e a questo non provvederà la
giustizia umana.
De morti che si vanno a sotterrare
O umane sciocchezze, o vive pazzie! I semplici popoli porteran gran
quantità di lumi per far lumi ne' viaggi a tutti quelli [ch]e
integralmente han perso la virtù visiva.
Della dote delle fanciulle
E dove prima la gioventù femminina non si potea difendere dalla
lussuria e rapina de' maschi, né per guardie di parenti, né per
fortezza di mura, verrà tempo che bisognerà che padri e parenti
d'esse fanciulle paghin di gran prezzi chi voglia dormire con loro,
ancora che esse sien ricche, nobili e bellissime. Certo e' par qui che
la natura voglia spegnere la umana spezie, come cosa inutile al mondo
e guastatrice di tutte le cose create.
Della crudeltà dell'omo
Vedrassi animali sopra la terra, i quali sempre combatteranno infra
loro e con danni gravissimi e spesso morte di ciascuna delle parte.
Questi non aran termine nelle loro malignità; per le fiere membra di
questi verranno a terra gran parte delli alberi delle gran selve
dell'universo; e poi ch'e saran pasciuti, il nutrimento de' lor
desideri sarà di dar morte e affanno e fatiche e paure e fuga a
qualunche cosa animata. E per la loro ismisurata superbia questi si
vorranno levare inverso il cielo, ma la superchia gravezza delle lor
membra gli terrà in basso. Nulla cosa resterà sopra la terra, o
sotto la terra e l'acqua, che non sia perseguitata, remossa o guasta;
e quella dell'un paese remossa nell'altro; e 'l corpo di questi si farà
sepoltura e transito di tutti i già da lor morti corpi animati.
O mondo, come non t'apri? e precipita nell'alte fessure de' tua gran
balatri e spelonche, e non mostrare più al cielo sì crudele e
dispietato monstro.
Del navicare
Vedrassi li alberi delle gran selve di Taurus e di Sinai, Apennino e
Talas scorrere per l'aria da oriente a occidente, da aquilone a
meridie, e portarne per l'aria gran moltitudine d'omini. O quanti
voti, o quanti morti, o quanta separazion d'amici e di parenti, o
quanti fien quelli che non rivedranno più le lor provincie, né le
lor patrie, e che morran sanza sepoltura, colle loro ossa sparse in
diversi siti del mondo!
Dello isgombrare l'Ognisanti
Molti abbandoneranno le propie abitazioni, e porteran con seco tutti e
sua valsenti, e andranno abitare in altri paese.
Del dì de' morti
E quanti fien quelli che piangeranno i lor antichi morti, portando
lumi a quelli!
De' frati che spendendo parole ricevano di gran ricchezze, e danno il
Paradiso
Le invisibile monete faran trionfare molti spenditori di quelle.
Degli archi fatti colli corni de' buoi
Molti fien quelli che per causa delle bovine corna moriranno di
dolente morte.
[Divisione della profezia]
[ Prima delle cose degli animali razionali, seconda delli inrazionali,
terza delle piante, quarta delle cirimonie, quinta de' costumi, sesta
delli casi ovvero editti ovver quistioni, settima de' casi che non
possono stare in natura, come dire:"di quella cosa quanto più ne
levi, più cresce", e riserva i gran casi inverso il fine e
deboli dal principio, e mostra prima e mali e poi le punizioni; ottava
delle cose filosofiche.
De' cristiani
Molti, che tengono la fede del figliolo, e sol fan templi nel nome
della madre.
Del cibo stato animato
Gran parte de' corpi animati passerà pe' corpi degli altri animali;
cioè, le case disabitate passeran in pezzi per le case abitate, dando
a quelle un [u]tile, e portando con seco i sua danni.
Quest'è cioè: la vita dell'omo si fa delle cose mangiate, le quali
portan con seco la parte dell'omo ch'è morta
Delli omini che dorman nell'asse d'albero
Li omini dormiranno e mangeranno e abiteranno infra li alberi, nati
nelle selve e campagne.
Del sognare
Alli omini parrà vedere nel cielo nove ruine, parrà in quelli
levarsi a volo e di quello fuggire con paura le fiamme, che di lui
discendano, sentiran parlare li animali di qualunche sorte di
linguaggio umano, scorreranno immediate colla lor persona in diverse
parte del mondo sanza moto, vedranno nelle tenebre grandissimi
sprendori. O maraviglia delle umane spezie, qual frenesia t'ha sì
condotto? Parlerai cogli animali di qualunche spezie e quelli con teco
in linguaggio umano, vedrai cadere di gran altura sanza tuo danno, i
torrenti t'accompagneranno ...
Delle formiche
Molti popoli fien quelli che nasconderan sé e sua figlioli [e]
vettovaglie dentro alle oscure caverne; e lì, nelli lochi tenebrosi,
ciberan sé e sua famiglia per molti mesi, sanza altro lume
accidentale o naturale.
Dell'ape
E a molti altri saran tolte le munizioni e lor cibi, e crudelmente da
gente sanza ragione saranno sommerse o annegate. O giustizia di Dio,
perché non ti desti a vedere così malmenare e tua creati?
Delle pecore, vacche, capre e simili
A innumerabili saran tolti e loro piccoli figlioli, e quelli scannati
e crudelissimamente squartati.
Delle noci e ulive e ghiande e castagni e simili
Molti figlioli da dispietate bastonate fien tolti delle propie braccia
delle lor madri e gittati in terra e poi lacerati
De fanciulli che stanno legati nelle fasce
O città marine, io veggo in voi i vostri cittadini, così femmine
come maschi, essere istrettamente dei forti legami colle braccia e
gambe esser legati da gente che non intenderanno i vostri linguaggi, e
sol vi potrete isfogare li vostri dolori e perduta libertà mediante i
lagrimosi pianti e li sospiri e lamentazione infra voi medesimi, chè
chi vi lega non v'intenderà, né voi loro intenderete.
Delle gatte che mangiano e topi
A voi, città dell'Africa, si vedrà i vostri nati essere squarciati
nelle propie case da crudelissimi e rapaci animali del paese vostro.
Delli asini bastonati
O natura instaccurata, perché ti se' fatta parziale, facendoti ai tua
figli d'alcuni pietosa e benigna madre, ad altri crudelissima e
dispietata matrigna? Io veggo i tua figlioli esser dati in altrui
servitù sanza mai benefizio alcuno; e in loco di remunerazione de'
fatti benefizi, esser pagati di grandissimi martiri; e spender sempre
la lor vita in benefizio del suo malefattore.