E' il primo
generatore di energia elettrica funzionante a "combustibile
pulito", ovvero olio vegetale prodotto dalle aziende
agricole. Ha debuttato a Padova Fiere, nell'ambito
dell'esposizione Agrimac (Padiglione 7), fino a domenica 3
dicembre nello stand di Coldiretti Padova.
Dopo il motoscafo a girasole presentato con successo lo scorso
ottobre a Cernobbio Coldiretti Padova ha compiuto un altro passo
in avanti sulla strada delle energie rinnovabili dall'agricoltura
e per l'agricoltura. Gli ospiti di Agrimac hanno visto da vicino
il funzionamento del generatore ad olio vegetale, in grado di
coprire un notevole fabbisogno energetico con un indubbio
risparmio per gli imprenditori agricoli. I quali potranno anche
produrre da sé il "carburante", ovvero le coltivazioni
in grado di produrre olio vegetale, girasole in testa.
Il generatore esposto da Coldiretti Padova non è altro che un
motore diesel adattato con una spesa contenuta all'uso di olio
vegetale come carburante. L'adeguamento è stato eseguito
dall'azienda Tessari Energia di Padova, già impegnata le
settimane scorse nella modifica del motoscafo che ha solcato le
acque del lago di Como.
Il generatore adeguato da Tessari Energia è un motore diesel
Volvo da circa 200 kw (modello TD 740 GE) con un consumo di circa
50 chilogrammi all'ora di olio vegetale. "In pratica questo
generatore potrebbe fornire energia elettrica a 60 abitazioni
private - spiegano i tecnici - oppure ad una decina di aziende
agricole di medie dimensioni. Ma il dato più interessante è
senz'altro che per ogni Kw si consumano 0,3 litri di olio
vegetale, con una evidente convenienza, ancora più accentuata se
il "carburante" viene prodotto in
azienda".
"Grazie a generatori come questo - ha spiegato Marco Calaon,
presidente di Coldiretti Padova - gli imprenditori agricoli
potranno produrre energia elettrica usando l'olio vegetale di
altre aziende agricole del territorio o addirittura della propria.
Pertanto, oltre alla convenienza economica e al minore
inquinamento, questa soluzione contribuirà ad incrementare il
reddito dell'agricoltura locale e a remunerare determinate
produzioni. Quella delle energie alternative è ormai una strada
obbligatoria, con il costo del petrolio alle stelle e le emergenze
inquinamento. L'agricoltura in questo senso può fornire
"carburante" economico ed ecologico grazie all'olio
vegetale, al biodiesel e alle biomasse e incrementare le proprie
opportunità di reddito".
"E' questo il valore aggiunto dell'impresa agricola, - ha
aggiunto Paolo Martin, direttore di Coldiretti Padova - nel
padovano ci sono aziende disponibili ad investire nella produzione
energetica e il loro contributo non sarà solo in termini
economici ma anche ambientali. Il biocarburante deriva
dall'esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come
il colza e il girasole e consente di ridurre dell'80 per cento le
emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 percento
quelli di particolato e polveri sottili.
Serve però una chiara volontà politica per seguire al più
presto questa strada. - conclude Martin - Per questo Coldiretti
sta predisponendo una proposta di legge di iniziativa popolare,
formulata in otto articoli, che sarà presentata nelle piazze di
tutte le città italiane dove verranno illustrati i contenuti e
raccolte le firme dei cittadini".
I risparmi di petrolio possibili dall'agricoltura
Legna e residui
forestali
5,4 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti/anno
Coltivazioni
dedicate 2,2
milioni di tonnellate di petrolio equivalenti/anno
Residui
agricoli
2,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti/anno
Biogas
2,0 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti/anno
Biodiesel e bioetanolo 0,4
milioni di tonnellate di petrolio equivalenti/anno
Totale biomasse 12,3 milioni di
tonnellate di petrolio
equivalenti/anno
Fotovoltaico
390 GWH/anno
Il
parere di Beppe Grillo
L'olio di colza
Quasi quasi mi
faccio una frittura ...
La colza nuoce
gravemente a Siniscalco ? di Beppe Grillo
Prima di fare
questo discorso occorre una piccola premessa. Quanto sto per dire
danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre e
considerato "truffa" dallo stato. Se deciderete di
mettere in
atto quanto NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete
perseguibili e io ovviamente NON vi consiglio di farlo.
VI spiego
semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare. La premessa criminosa
è la seguente: quando i motori diesel vennero ideati, non
esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo
"diesel". Non esisteva perchè non esistendo i motori
diesel, nessuno (escluso il buon Diesel) si era mai chiesto con
cosa farli camminare. Quindi, i primi motori diesel furono
concepiti avendo come combustibile degli oli vegetali, come l'olio
di semi, l'olio di soia, l'olio di girasole, l'olio di semi vari,
e cosi via. Si, proprio cosi, quelli che usate in casa per
friggere.
La domanda è: e i motori di
oggi? La risposta è: idem. La stragrande maggioranza dei motori
diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli turbo
compressi) è capace di bruciare uno qualsiasi degli oli che si
usano in cucina, con l'eccezione dell'olio di oliva (dovreste
prima surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi
ossidare alcune sostanze facendoci gorgogliare dell'aria mentre
bolle. Far passare dell'ossigeno dentro un combustibile liquido
che bolle non è mai saggio, quindi non lo fate se non vi chiamate
Enichem di cognome. Per di più il numero di esano è alto, quindi
il botto lo sentirebbero molto lontano).
Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi è la
seguente. La gente, a quanto sembra , sta iniziando a scoprire
l'olio di colza. L'olio di colza è un oliaccio di merda che le
industrie usano per friggere su larga scala, e ha due vantaggi: il
primo è che rovina il fegato molto lentamente, il secondo è che
costa poco. Costa poco nel senso che all'ingrosso e nei discount
il suo prezzo oscilla tra il 0.45 e i 0.65 euri/litro. E quindi il
Carlino dice che molta gente, "complice il tam tam su
internet" inizia a prendere d'assalto i discount per comprare
questo olio. Dopo di che lo si ficca nel motore.
Problemi tecnici? L'unico problema tecnico è che l'olio vegetale
e leggermente piu denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei
problemi all'accensione. L'ideale sarebbe partire con il diesel
petrolifero, e poi iniziare con l'olio di semi vari, o l'olio di
colza. Questo significa che la cosa migliore da fare è testare
sul vostro motore quale sia la percentuale massima di olio
vegetale che potrete usare. Prima ne aggiungete il 10% e vedete
come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete come va,
eccetera. La cosa che dovrete verificare è come si comporta in
accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common rail, quelli
con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno
alcun problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale
volete. Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo
prima, aggiungendo lentamente percentuali sempre piu alte di olio
vegetale. Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la
maggior parte, ad aggirarvi sul 75% - 80%. L'olio di semi, l'olio
di colza, possono costare anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel...
Tutto qui, direte voi? No, non è tutto qui. Perchè lo stato
considera questa cosa una truffa, cioè un reato. Se voi, cioè,
comprate legalissimamente un litro di olio di colza e anziché
friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio del vostro diesel
per lo stato state compiendo un reato che è truffa, perché state
evadendo la tassa che c'è sui carburanti. Non importa il fatto
che l'automobile sia VOSTRA e anche l' olio sia VOSTRO e quindi ci
fate quel che volete. Lo stato dice che nel momento in cui diventa
carburante, qualsiasi cosa debba pagare delle accise. Quindi nel
momento in cui io sbatto, che so, il resto del carlino nella
stufa, sto compiendo una truffa perchè il resto del carlino NON
paga l'accise sui carburanti ad uso domestico.
Allora, qual è
il problema? Il problema è che il carlino vorrebbe dare la
notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la
gente sappia come truffarlo) non vorrebbe. E cosi, i giornalisti
sono minacciati di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora
dicessero che tale operazione sia possibile, e che tale operazione
sia vantaggiosa.
Quindi, mi
adeguo.
Allora, con
questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euri al
litro. Siccome il diesel petrolifero , come è noto, costa MENO di
cosi, allora l'operazione è svantaggiosa. Allo stesso modo,
bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perché siccome
il bilancio chimico di una pianta è nullo, il CO2 che buttate
nell'atmosfera è lo stesso che la pianta ha assorbito per
crescere, e il bilancio per il pianeta è nullo. Le misurazioni
poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressoché nullo, e le
polveri sottili siano la meta del diesel petrolifero. Siccome
inquinare è BELLO, allora ovviamente (in ottemperanza alle leggi
vigenti) devo dirvi che usare l'olio di colza è SBAGLIATO perché
rispetta l'ambiente, cosa che, come sappiamo tutti, non è giusto
fare. Come se non bastasse, l'olio di colza ha un numero di esano
leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel petrolifero,
ovvero il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una
resa migliore e brucerà meno combustibile. E questo, come ci
insegnano le vigenti leggi, è MALE, perché dire il contrario
sarebbe istigare alla truffa. La stessa cosa vale per l'olio di
canapa, che è ancora migliore rispetto
ai precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo
stato, e ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti
sappiamo che inquinare e BELLO, rende di piu, e non c'e bisogno
che vi elenchi le insidie del risparmio (pratica immonda e
scellerata) e, come se non bastasse, e una sonora mazzata nei
coglioni a Siniscalco, la persona
in Italia le cui gonadi stanno più a cuore a tutti noi.
Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello sguardo languido e
sensuale, l'espressione viva e intelligente: come pensate di dare
un dispiacere ad un "piezz'ècore" del genere?
Quindi, vi
esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel
risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli
occhi alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra
automobile diesel (che Siniscalco mi perdoni, l'ho detto!),
risparmiando per di più di inquinare il pianeta (che come
sappiamo invece necessita di dosi crescenti di inquinamento.
La colza
danneggia gravemente Siniscalco. (Aut. Min. conc.)
Fate finta che
ci sia anche un bel rettangolo color nero "annuncio
funerario" attorno, come nelle sigarette.
Come mai dico
questo? Dico questo non perchè sia una novita, ma perchè è una
di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui
giornali non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di
pubblicità di aziende che fanno carburanti, e il numero di
pubblicità di aziende che fanno olio vegetale, e scoprirete il
perchè.
Siccome in USA
c'è un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un test:
vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene gia nota a molti)
in barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa
il ricatto "non faccio più pubblicità sul tuo giornale se
non dici cosa voglio io".
Quindi, se vi
va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite
le stesse cose con parole vostre. Non so perchè, ma a me
Siniscalco non fa tanto sesso.
In generale,
comunque, oltre all'olio di colza e a quello di canapa che sono
gli ideali, vanno bene anche l'olio di semi di girasole, quello di
semi vari, quello di mais. L'unica discriminante è il costo al
litro, il che esclude l'olio di oliva, oltre ai problemi legati
alla densità.
Di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/ )
BIOCARBURANTI
A Vegetalia sarà presentata una pianta coltivata
per gli impianti energetici
Gli aumenti
record del prezzo del petrolio, provocati dalle tensioni
geopolitiche in alcuni paesi, come Iran e Nigeria, sono causa di
una crescita di costi per le imprese e per i consumatori, che
vanno affrontati con interventi strutturali per individuare
fonti di energia alternative e rinnovabili che consentano di
uscire da situazioni di crisi ormai ricorrenti'. Lo denuncia la
Coldiretti che rileva come: ´Dalle coltivazioni di cereali e
oleaginose e con il riciclaggio dei prodotti naturali oggi è
possibile produrre energia rinnovabile, in grado di generare un
circolo virtuoso che concilia il rispetto dell'uso corretto e
non intensivo delle risorse ambientali, con l'esigenza di
ridurre l'inquinamento atmosferico'.
La strada da perseguire, secondo la Coldiretti è quella di
´potenziare le coltivazioni dedicate alla produzione di
biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui
agricoli, forestali e dell'allevamento e installando pannelli
solari nella aziende agricole.
In questo modo sarà possibile arrivare a coprire, entro il
2010, fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale,
risparmiando oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio
equivalenti. Senza contare la riduzione delle emissioni di
anidride carbonica di origine fossile di circa 30 milioni di
tonnellate. Da un ettaro di canna comune delle aree golenali',
segnala ancora la Coldiretti, ´è possibile produrre biomasse
sufficienti a garantire energia elettrica per le esigenze di
un'intera famiglia come pure dall'installazione di pannelli
solari sul tetto di una stalla. D'altra parte in Germania
l'energia prodotta grazie al sole è 11 volte superiore a quella
italiana, nonostante le evidenti maggiori opportunità nazionali
dovute al clima favorevole. Anche per tali motivi', conclude la
Coldiretti, ´è in corso, e si concluderà nel 2006, la
raccolta di firme a sostegno di una proposta di legge di
iniziativa popolare per produrre un milione di tonnellate di
biocarburanti dalle coltivazioni agricole nazionali e ridurre la
dipendenza del petrolio'.
A tale riguardo va segnalato un progetto per coltivare piante
esclusivamente per gli impianti di energia rinnovabile.
Si tratta di una delle novità che verranno presentate da Kws,
multinazionale nel campo delle sementi, durante la prossima
edizione di Vegetalia a Cremona dal 27 al 29 gennaio. L'idea è
quella di produrre una pianta che abbia le caratteristiche più
adatte per avere la resa più alta nella produzione di energia
pulita.
´La novità principale che porteremo a Vegetalia', spiega
Giuseppe Carli, responsabile commerciale Kws, ´riguarderà
quello che è il tema portante della manifestazione, le
bioenergie. In particolare ci stiamo orientando su una nuova
produzione che andrà ad alimentare gli impianti di biogas e
biodiesel. Il nostro obiettivo', continua Carli, ´è quello di
generare una semente di mais per produrre una pianta la cui
caratteristica principale sia una notevole massa. Questa pianta
sarà una pianta da biomassa, e cioè sarà utilizzata
esclusivamente per gli impianti che producono energia'.
L'impiego delle biomasse in Europa soddisfa per il momento una
quota piuttosto marginale dei consumi di energia primaria, ma il
reale potenziale energetico di tale fonte non è ancora
pienamente sfruttato. All'avanguardia, nello sfruttamento delle
biomasse come fonte energetica, sono i paesi del Centro-Nord
Europa, che hanno installato grossi impianti di cogenerazione e
teleriscaldamento alimentati a biomasse. La Francia, che ha la
più vasta superficie agricola in Europa, punta molto anche
sulla produzione di biodiesel ed etanolo, per il cui impiego
come combustibile ha adottato una politica di completa
defiscalizzazione.