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Scienza e tecnologia

Dieta, contrordine dagli Stati Uniti
meno grassi non salvano la vita

Indagine su 50mila donne: i benefici per la salute sono minimi
Una ricerca mette in dubbio le convinzioni scientifiche degli ultimi decenni
Dieta, contrordine dagli Stati Uniti
meno grassi non salvano la vita
 

ROMA - Non è poi così assodato che scalare i grassi dalla dieta faccia bene alla salute. Uno studio pubblicato dal Journal of the American Medical Association pone un punto interrogativo su uno degli assunti aurei della medicina: che abbondare con burro e carne rossa faccia crescere il rischio di ammalarsi di cuore, di cancro alla mammella o al colon-retto.

"A noi non risulta affatto" affermano i ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Center di Seattle dopo aver condotto uno studio di ampiezza rara su 49 mila donne tra i 50 e i 79 anni. Mentre un gruppo di volontarie continuava a seguire la sua dieta normale (con un apporto di grassi pari al 35-38 per cento dell'energia totale assunta con il cibo), le altre si sono impegnate a mangiare 5 porzioni di frutta o verdura al giorno, sei porzioni di cereali e una quota di grassi ridotta (24-29 per cento dell'energia).

Dopo aver seguito le donne per 8 anni, i ricercatori hanno visto che i due gruppi continuavano ad ammalarsi in maniera all'incirca uguale. "Le discrepanze erano talmente piccole - si legge nello studio - da poter essere attribuite al caso".
La conclusione sembrerebbe minare uno dei pilastri della prevenzione. Ma sono molti i difetti riscontrati nello studio. Quasi 50 mila donne seguite, 12 anni di durata complessiva, 50 ospedali coinvolti negli Usa, 50 addetti all'elaborazione dei dati e 30 firmatari per uno studio costato 415 milioni di dollari.

"Eppure dopo averlo letto non mi sento di capovolgere il messaggio diretto ai pazienti" dice Giovanni Gasbarrini, direttore dell'Istituto di medicina interna dell'Università Cattolica di Roma. "Non tutti i grassi sono uguali. Nella ricerca per esempio non si è fatta distinzione fra saturi e polinsaturi. Otto anni, inoltre, sono pochi per definire il rischio di incidenza di un tumore. Il cancro al colon può impiegare fino a trent'anni per manifestarsi. Non si è tenuto conto infine dei fattori genetici, fondamentali nella formazione dei tumori".

Le pazienti sottoposte a dieta, rispetto a quelle che abbondavano in grassi, hanno mostrato una riduzione dell'incidenza del cancro al seno "statisticamente irrilevante". Nessun abbassamento del rischio è emerso per quanto riguarda il tumore del colon, anche se a diminuire del 9 per cento sono risultate le donne affette da polipi, un possibile precursore del tumore. Benefici minimi anche per le malattie cardiache, con una riduzione di infarti e patologie simili del 3 per cento e l'abbassamento del colesterolo dannoso (Ldl) pari al 2,4 per cento.

"Ma non è possibile trarre deduzioni di questa portata senza almeno precisare qual è stata l'origine dei grassi assunti" lamenta Andrea Ghiselli, ricercatore dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione. "Prendiamo l'esempio della Grecia, dove il 40 per cento dell'energia giornaliera proviene dai grassi. Una percentuale altissima, eppure le malattie cardiovascolari sono quasi sconosciute. Merito dell'olio di oliva di cui abbonda la dieta: grasso sì, ma ricco di salute".

di ELENA DUSI - La Repubblica

 


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