
È stato battezzato con l’anonima sigla JKCS041, ed è l’ammasso di galassie più distante finora conosciuto, una scoperta che ha polverizzato il record precedente. Si tratta di un risultato molto importante per la cosmologia ed è stato ottenuto da un gruppo internazionale di astronomi coordinato da Stefano Andreon dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera. La conferma che si tratta proprio di un ammasso di galassie già completamente formato, si è avuta grazie ad una serie di osservazioni effettuate con il telescopio spaziale per raggi X Chandra.
Gli ammassi, giganteschi complessi formati da centinaia di galassie, gas e materia oscura tenuti insieme dalla forza di gravità, sono fra gli oggetti più massicci esistenti nell’Universo. Secondo gli attuali modelli, la loro aggregazione deve aver richiesto un tempo relativamente lungo dall’istante del Big Bang, 13,7 miliardi di anni fa. L’ammasso appena scoperto si trova a circa 10,2 miliardi di anni luce: oltre un miliardo di anni luce più distante, e dunque più antico, degli ammassi di galassie più remoti finora conosciuti, spostando così indietro nel tempo il momento in cui questi enormi agglomerati di materia iniziarono a prendere forma. JKCS041, la cui immagine lo mostra come era quando l’Universo aveva appena un quarto della sua età attuale, si colloca proprio su quella che si ritiene la linea di confine temporale di formazione dei primissimi amassi.........................continua a leggere
Un gruppo di astronomi statunitensi, utilizzando osservazioni effettuate con due grandi telescopi spaziali, Hubble e Spitzer, ha scoperto acqua, metano e anidride carbonica nell’atmosfera di un pianeta extrasolare denominato HD 209458b. Si tratta di un pianeta la cui massa è approssimativamente 220 volte quella della Terra (circa 0,7 volte la massa di Giove) e la stella attorno a cui orbita (HD 209458) è una nana gialla simile al Sole situata a circa 150 anni luce da noi in direzione della costellazione di Pegaso. La massa del pianeta indica che molto probabilmente si tratta di un gigante gassoso. Il raggio della sua orbita è di appena 7 milioni di chilometri e quindi è pari ad 1/8 del raggio dell’orbita di Mercurio; questa grande vicinanza alla stella attorno a cui rivolve fa sì che un anno su questo pianeta equivalga a circa 3,5 giorni terrestri, e sulla sua superficie vi sia una temperatura molto elevata, pari a circa 1.000 °K. HD 209458b costituisce la pietra miliare di tutta una serie di traguardi raggiunti nella ricerca di esopianeti.Si tratta, infatti, del primo pianeta extrasolare scoperto durante il suo transito sul disco della stella compagna ed il primo la cui atmosfera sia stata confermata ed osservata direttamente mediante tecniche spettroscopiche.
Adesso, è il secondo esopianeta in cui vengono rilevati tre composti che sono potenzialmente importanti per lo sviluppo di processi biologici in pianeti che si trovino nella cosiddetta “zona di abitabilità”. Il primo, nel dicembre 2008, è stato HD 189733b, un altro gigante gassoso. Aver rilevato la presenza di composti organici in due pianeti extraterrestri fa quindi pensare che in un prossimo futuro sarà una cosa comune osservare molecole che hanno a che fare con la vita in questi lontani parenti della Terra...............continua a leggere
Le mappe della superficie dei cinque satelliti più interni di Saturno (Mimas, Enceladus, Tethis, Dione e Rhea), ottenute da immagini riprese recentemente dalla sonda Cassini, mostrano delle strane macchie di colore. Alcune di queste erano già state rilevate in precedenza, ma altre hanno colto di sorpresa gli addetti alla missione e fanno pensare a delle interazioni dinamiche tra queste lune e la materia sotto forma di polveri e particelle cariche che abbonda nei dintorni del pianeta degli anelli. Le nuove mappe mostrano che, fatta eccezione per Mimas, tutti satelliti più interni appaiono essere di colore più rosso nell’emisfero orientato in direzione opposta a quella del moto orbitale, e questo arrossamento è più intenso nelle regioni centrali di questi emisferi. Gli emisferi che costantemente sono rivolti verso la direzione del moto appaiono anch’essi arrossati nelle regioni centrali anche se con una intensità minore rispetto a quelli opposti. Questa colorazione su entrambi gli emisferi rende difficile spiegare la sua origine, poiché la maggior parte dei meccanismi che colorerebbero la superficie in questo modo, dovrebbero interessare una metà o l’altra. Il periodo di rotazione della stragrande maggioranza dei satelliti saturniani, infatti, è sincrono con il loro periodo di rivoluzione attorno al pianeta, ragion per cui, come nel caso della nostra Luna rispetto alla Terra, rivolgono sempre la stessa faccia a Saturno.
Le possibili spiegazioni di questa apparentemente strana coloritura comprendono il bombardamento da parte di granelli di polveri e ghiacci dell’anello E di Saturno, che impatterebbero l’emisfero diretto nel senso della direzione del moto, e l’irraggiamento da parte di particelle elettricamente cariche del plasma che circonda Saturno. In quest’ultimo caso ambedue gli emisferi sarebbero soggetti alla loro azione...............continua a leggere
L’infatuazione della Cina per gli UFO e gli avvistamenti di UFO in realtà non corrisponde a quello che avviene negli Stati Uniti.
Una settimana passa raramente senza un avvistamento di un evento UFO in qualche parte del paese.
Molti sospettano che il governo cinese nasconda una conoscenza approfondita dei visitatori extraterrestri sulla terra ed è noto che le autorità cinesi raccolgono filmati UFO e fotografie ai fini della identificazione.
Questo video è arrivato su internet all’inizio di quest’anno, ma è stato ampiamente ignorato al di fuori della Cina.
Presumibilmente questo avvistamento UFO avvenuto a Pechino nel 1995 è rimasto top-secret negli archivi del governo cinese ai fini di studio per oltre un decennio.....................continua con il filmato
LONDRA (Reuters) – Un componente della curcuma, uno degli ingredienti del curry, è riuscito a distruggere le cellule del cancro esofageo in laboratorio. La scoperta del Cork Cancer Research Centre, pubblicata sul British Journal of Cancer, suggerisce che la sostanza potrebbe trovare un impiego terapeutico.
I ricercatori hanno trattato le cellule del cancro esofageo con la curcumina — un componente della curcuma, che conferisce al curry il suo tipico colore giallo — e hanno scoperto che entro 24 ore iniziava a distruggerle.
Già precedenti studi scientifici avevano suggerito che la curcumina sia in grado di combattere i tumori e che le persone che mangiano molto curry potrebbero essere meno soggette alla malattia, anche se la sostenza perde velocemente le sue qualità quando viene ingerita.
Secondo Sharon McKenna, principale autrice dello studio, i dati indicano che la curcumina potrebbe essere impiegata per sviluppare farmaci terapeutici.
Sono più di mezzo milione ogni anno le vittime del cancro esofageo in tutto il mondo. Si tratta di un tipo di tumore con un alto tasso di mortalità. La sopravvivenza a cinque anni si attesta tra il 12 e il 31%.
Wikipedia – Le radici polverizzate giallo-ocra della curcuma sono l’ingrediente principale del curry. Possiede proprietà coleretiche, colagoghe, è un epatoprotettore, stimolante delle vie biliari, antiossidante, fluidificante del sangue. Effettua una buona azione antinfiammatoria sul tubo digerente oltre a svolgere la funzione di antispasmodico dei muscoli dell’apparato gastrointestinale.
L’ asteroide esploso nell’atmosfera terrestre, con l’energia di tre bombe atomiche del tipo di Hiroshima, questo mese, ha riacceso i timori circa le difese del nostro pianeta contro gli impatti da asteroidi e meteore.
L’8 ottobre, una massa rocciosa si schiantò al di sopra del Sud Sulawesi, in Indonesia. L’esplosione è stata sentita da stazioni di monitoraggio a 10.000 miglia di distanza,così riferisce un rapporto di scienziati dell’Università del Western Ontario.
Gli scienziati avvertono che non è stato notato da nessun telescopio, e che se fosse stato più grande avrebbe potuto causare un disastro.
L’asteroide, che si stima sia stato di circa 10 metri (30 piedi) in tutto, ha colpito l’atmosfera a circa 45.000 miglia all’ora. La decelerazione improvvisa ha causato il rapido surriscaldamento con la conseguenza di esplodere con la forza di 50.000 tonnellate di TNT.
Per fortuna, grazie all ‘altezza dell’ esplosione – stimata tra i 15 e 20 km (da nove a 12 miglia) sopra il livello del mare – nessun danno è stato causato a terra.
Tuttavia, se l’oggetto fosse stato leggermente più grande – 20 a 30 metri (da 60 a 90 piedi) avrebbe potuto facilmente causare ingenti danni e la perdita di vite umane, dicono i ricercatori.
Pochissimi gli oggetti più piccoli di 100 metri (300 piedi) che sono stati avvistati e catalogati dagli astronomi.
Tim Spahr, direttore del Minor Planet Center di Cambridge ..............continua con il video
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