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Curling
La curling-mania, lanciata dalle Olimpiadi invernali 2006 di Torino, sta contagiando studenti, casalinghe e professionisti di ogni età. Un successo che stupisce tutti, tranne chi gioca da anni. «E’ uno sport vero che richiede concentrazione, equilibrio e una buona muscolatura per indirizzare con precisione il lancio» .
Virtual CurlingDue squadre di 4 giocatori lanciano a turno le «stone» verso un bersaglio(«house») disegnato con un cerchio esterno blu e uno interno rosso. Ogni stone che si ferma nella house, più vicina al centro («tee»), fa guadagnare un punto. Il lanciatore può scivolare fino alla linea, poi deve lanciare il blocco di granito. I compagni di squadra possono spazzare il ghiaccio (sweeping) per fare guadagnare velocità al disco o modificarne la direzione. Il giocatore più esperto (skip) è lo stratega: indica la direzione del tiro con la spazzola per aiutare i compagni a centrare il bersaglio. Capitolo attrezzatura: quella necessaria è minima, cioè tuta, scarpe da ginnastica e un sottoscarpa in plastica per scivolare. Il resto - pietre e scope - lo mette a disposizione il club. Per chi vuole acquistarle, un paio di scarpe ad hoc costa 100 euro. Mentre per la scopa ci vogliono 70 euro. Il disco di pietra, invece, è un gioiello: 1.500 euro. Il materiale è prezioso: granito raro e compatto estratto dall'isola scozzese Ailsa Craig, ma la vena si sta esaurendo e la leggenda vuole che «quando non ci sarà più granito sull'isola non ci sarà più la Scozia».
«Per imparare bastano un paio di lezioni. È uno sport che con lanci e spazzolate energiche ti mantiene in forma e ti rilassa». Il buonumore dei curling player si attenua solo quando si equipara il gioco a un passatempo da bocciofila. «Il paragone più azzeccato è quello con gli scacchi o il biliardo. Serve più strategia che potenza e bisogna mantenersi freddi». Obiettivo, mettere fuori gioco le stone degli avversari, ma le regole non scritte impongono fair play e sportività. «Non c'è neppure bisogno dell’arbitro perché ogni giocatore ammette sempre il fallo se sposta inavvertitamente le pietre altrui.
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