Scienza e tecnologia
Caldo record per l'emisfero settentrionale
10.02.2006
La conferma è stata ottenuta utilizzando sia registrazioni storiche sia misurazioni strumentali
Conchiglie fossili, anelli di accrescimento degli alberi e carote di ghiaccio, confrontati con le registrazioni storiche delle temperature, sembrano fornire indicazioni concordi: alla fine del ventesimo secolo l’emisfero settentrionale ha conosciuto il più ampio riscaldamento degli ultimi 1200 anni. Timothy Osborn e Keith Briffa dell'Università della East Anglia hanno analizzato una documentazione molto corposa, che comprendeva sia le cronache storiche a partire da 750 anni fa sia le rilevazioni strumentali, disponibili a partire dal 1856 per stabilire l’estensione geografica del recente riscaldamento del clima terrestre. Oltre a ciò hanno tenuto conto delle registrazioni di temperatura relative a 14 siti dell’emisfero nord, dei dati relativi agli anelli di accrescimento di conifere che crescono in Scandinavia e Siberia e, infine, della composizione chimica delle carote di ghiaccio estratte in Groenlandia.
“I dati considerati – ha spiegato Osborn – riguardano molti secoli. Semplicemente abbiamo contato quante di queste registrazioni mostravano un anno in cui le temperature erano superiori rispetto alla media di quella regione.”
In particolare, i risultati pubblicati sulla rivista "Science" confermano inoltre un significativo riscaldamento negli anni tra l’890 e il 1170 (il cosiddetto “periodo caldo medievale”) e il raffreddamento tra il 1580 e il 1850 (la “Piccola era glaciale”).
“Le incertezze nei dati sono molte – conclude Osborn – ma si accumulano sempre più indizi del fatto che l’attuale periodo è il più caldo degli ultimi 1000 anni.”
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