AFORISMI
Ciò che non ha termine non ha figura alcuna
Data la causa, la natura opera l'effetto nel più breve modo che
operar si possa
Ogni azione fatta dalla natura non si pò fare con più brieve modo
co' medesimi mezzi. Date le cause la natura partorisce li effetti per
i più brievi modi che far si possa.
Sì come ogni regno in sé diviso è disfatto, così ogni ingegno
diviso in diversi studi si confonde e indebolisce.
A ciascuno strumento si richiede esser fatto colla esperienza.
Ciascuno strumento per sé debbe essere operato colla esperienza dond'esso
è nato.
Perché si vede più certa la cosa l'occhio ne' sogni che colla
immaginazione stando desto.
Fuggi e precetti di quelli speculatori che le loro ragioni non son
confermate dalla isperienzia.
... O studianti, studiate le matematiche, e non edificate sanza
fondamenti.
Chi biasima la somma certezza delle matematiche si pasce di
confusione, e mai porrà silenzio alle contradizioni delle sofistiche
scienzie, colle quali s'impara uno eterno gridore.
Li abbreviatori delle opere fanno ingiuria alla cognizione e allo
amore, con ciò sia che l'amore di qualunche cosa è figliol d'essa
cognizione, e l'amore è tanto più fervente quanto la cognizione è
più certa; la qual certezza nasce dalla cognizione integrale di tutte
quelle parti, le quali, essendo insieme unite, compongano il tutto di
quelle cose che debbono essere amate.
I' ho tanti vocavoli nella mia lingua materna, ch'io m'ho più tosto
da dolere del bene intendere delle cose, che del mancamento delle
parole, colle quali io possa bene espriemere il concetto della mente
mia.
Non mi legga chi non è matematico nelli mia principi.
La idea, over imaginativa, è e timone e briglia de' sensi, in però
che la cosa immaginata move il senso.
Chi disputa allegando l'autorità, non adopra lo 'ngegno, ma più
tosto la memoria.
La sperienzia, interprete in fra l'artifiziosa natura e la umana
spezie, ne 'nsegna ciò che essa natura in fra' mortali adopra da
necessità constretta, non altrimenti oprar si possa che la ragione,
suo timone, oprare li 'nsegni.
Nessuna azione naturale si po' abreviare.
Ogni azion naturale è generata dalla natura nel più brieve modo che
trovar si possa.
È da essere giudicati e non altrementi stimati li omini inventori e 'nterpreti
tra la natura e gli uomini, a comparazione de' recitatori e trombetti
delle altrui opere, quant'è dall'obbietto fori dello specchio alla
similitudine d'esso obbietto apparente nello specchio, che l'uno per sé
è qualcosa, e l'altro è niente. Gente poco obrigate alla natura,
perché sono sol d'accidental vestiti, e sanza il quale potrei
accompagnarli in fra li armenti delle bestie.
Molti mi crederanno ragionevol mente poter riprendere allegando le mie
prove per essere contro all'alturità d'alquanti omini di gran
riverenza apresso de' loro inesperti iudizi, non considerando le mie
cose essere nate sotto la semplice e mera sperienza, la quale è
maestra vera.
Naturalmente li omini boni desiderano sapere. So che molti diranno
questa essere opra inutile, e questi fieno quelli de' quali Demetrio
disse non faceva conto più del vento, il quale nella lor bocca
causava le parole, che del vento ch'usciva dalle parte di sotto;
uomini i quali hanno solamente desiderio di corporal ricchezze,
diletto, e interamente privati di quello della sapienza, cibo e
veramente sicura ricchezza dell'anima; perché quant'è più degna
l'anima che 'l corpo, tanto più degni fien le ricchezze dell'anima
che del corpo. E spesso quando vedo alcun di questi pigliare essa opra
in mano, dubito non si come scimia sel mettino al naso o che mi
domandi' se è cosa mangiativa
Nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non
ti bisogna sperienza.
La esperienza non falla, ma sol fallano i nostri giudizi,
promettendosi di lei cose che non sono in sua potestà.
A torto si lamentan gli omini della isperienza, la quale con somme
rampogne quella accusano esser fallace. Ma lasciàno stare essa
sperienza, e voltate tale lamentazione contro alla vostra ignoranzia,
la quale vi fa transcorrere, co' vostri vani e instolti desideri, a
impromettervi di quelle cose che non sono in sua potenzia, dicendo
quella esser fallace.
A torto si lamentano li omini della innocente esperienzia, quella
accusando di fallacie e di bugiarde dimonstrazioni.
Chi si promette dalla sperienza quel che non è in lei si discosta
dalla ragione.
La sapienza è figliola della sperienzia.
La necessità è maestra e tutrice della natura.
La necessità è tema e inventrice della natura, e freno e regola
eterna.
Fuggi quello studio del quale la risultante opera more coll'operante
d'essa.
O speculatori dello continuo moto, quanti vani disegni in simile cerca
avete creati! Accompagnatevi colli cercatori dell'oro.
Medicina è ripareggiamento de' disequalati elementi; Malattia è
discordanza d'elementi fusi nel vitale corpo.
Muovesi l'amante per la cos'amata come il senso alla sensibile, e con
seco s'unisce e fassi una cosa medesima. L'opera è la prima cosa che
nasce dall'unione. Se la cosa amata è vile, l'amante si fa vile.
Quando la cosa unita è conveniente al suo unitore, li seguita
dilettazione e piacere e sadisfazione. Quando l'amante è giunto
all'amato, lì si riposa. Quando il peso è posato, lì si riposa. La
cosa cognosciuta col nostro intelletto.
Quattro sono le potenzie: memoria e intelletto, lascibili e
concupiscibili. Le due prime son ragionevoli e l'altre sensuali.
De' 5 sensi, vedere, uldir, odorato sono di poca proibizione, tatto e
gusto no.
Scienzia: notizia delle cose che sono possibile presente e preterite.
Prescenzia: notizia delle cose ch'è possivine che possin venire.
Ogni nostra cognizione prencipia da sentimenti.
I sensi sono terrestri, la ragione sta for di quelli quando contempla.
Il moto è causa d'ogni vita.
Natura non rompe sua legge.
La natura è costretta dalla ragione della sua legge, che in lei
infusamente vive.
E questa sperienza si faccia più volte, acciò che qualche accidente
non impedissi o falsassi tal prova, che le sperienzia fussi falsa, e
ch'ella ingannassi o no il suo speculatore.
Chi nega la ragion delle cose, pubblica la sua ignoranza.
Come è più difficile a 'ntendere l'opere di natura che un libro d'un
poeta.
Aristotile e Alessandro furono precettori l'un de l'altro. Alessandro
fu ricco di stato, il qual li fu mezzo a osurp[ar]e il mondo;
Aristotile ebbe grande scienzia, la quale li furon mezzo a osurpasi
tutto il rimanente delle scienzie composte dalla somma de' filosofi.
La natura è piena d'infinite ragioni, che non furon mai in
isperienzia.
D'ogni cosa la parte ritiene in sé la natura del tutto.
Voi, speculatori, non vi fidate delli autori che hanno sol co' l'imaginazione
voluto farsi interpreti fra la natura e l'omo, ma sol di quelli che,
non coi cenni della natura, ma co' gli effetti delle sue esperienzie
hanno esercitato i loro ingegni. E riconoscere come l'esperienzie
ingannano chi non conosce loro natura, perché quelle che spesse volte
paiono una medesima, spesse volte son di grande varietà, come qui si
dimostra.
La scienza è il capitano, e la pratica sono i soldati.
La proporzione non solamente nelli numeri e misure fia ritrovata, ma
etiam nelli suoni, pesi, tempi e siti, e 'n qualunque potenzia sia.
Quando tu metti insieme la Scienzia de' moti dell'acqua, ricordati di
mettere, di sotto a ciascuna proposizione, li sua giovamenti, a ciò
che tale scienzia non sia inutile.
De l'error di quelli che usano la pratica senza scienzia, vedi prima
la poetica d'Orazio.
Quelli che s'innamoran di pratica sanza scienzia son come 'l nocchier
ch'entra in navilio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove
si vada.
O speculatore delle cose, non ti laldare di conoscere le cose che
ordinariamente per sé medesima la natura conduce. Ma rallegrati di
conoscere il fine di quelle cose che son disegniate dalla mente tua.
Nessuna certezza è dove non si pò applicare una delle scienze
matematiche, over che non sono unite con esse matematiche.
La Meccanica è il paradiso delle scienze matematiche, perché con
quella si viene al frutto matematico.
Ma prima farò alcuna esperienza avanti ch'io più oltre proceda,
perché mia intenzione è allegare prima l'esperienzia e poi colla
ragione dimostrare perché tale esperienzia è costretta in tal modo
ad operare. E questa è la vera regola come li speculatori delli
effetti naturali hanno a procedere, e ancora che la natura cominci
dalla ragione e termini nella sperienzia, a noi bisogna seguitare in
contrario, cioè cominciando, come di sopra dissi, dalla sperienzia, e
con quella investigare la ragione.
Nissuna umana investigazione si pò dimandare vera scienzia s'essa non
passa per le matematiche dimostrazioni, e se tu dirai che le scienzie,
che principiano e finiscono nella mente, abbiano verità, questo non
si concede, ma si niega, per molte ragioni, e prima, che in tali
discorsi mentali non accade esperienzia, sanza la quale nulla dà di sé
certezza.
Studia prima la scienzia, e poi seguita la pratica nata da essa
scienzia.
Nissuna cosa è che più c'inganni che 'l nostro giudizio.